Coronavirus Lombardia, Fontana: "Numeri in linea, è un altro giorno positivo"

Lombardia

"Si sta verificando quello che i nostri esperti hanno previsto cioè che inizi fra qualche giorno questa benedetta discesa", ha aggiunto il governatore. In regione calano i ricoverati: sono 11.762, 165 in meno rispetto a ieri. I contagi sono 46.065, i decessi 7.960

Il nuovo LIVE con tutti gli aggiornamenti di oggi in Lombardia 

''I numeri sono in linea, direi che è un altro giorno positivo perché stiamo assistendo a questo procedere in linea senza aumenti rispetto ai giorni precedenti". Lo ha detto il governatore della Lombardia Attilio Fontana, che poi ha continuato il botta e risposta con il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie dicendo: "Credo sicuramente a quello che dice il ministro Boccia ma credo anche ai dati in mio possesso. Faranno quello che sarà possibile, ma per ora ha fatto molto ma molto di più la Regione".
Fabrizio Sala, intervistato nel frattempo ai microfoni di Sky TG24, ha spiegato che il dato della mobilità in Regione è aumentato del 37 per cento. In serata, è stato lo stesso vicepresidente lombardo a comunicare i dati giornalieri riguardanti l'epidemia, sottolineando il calo dei ricoverati negli ospedali regionali, 165 in meno rispetto a ieri. Il numero dei contagiati è invece di 46.065, mentre ad oggi si contano 7.960 decessi.
Intanto l'Associazione Nazionale Alpini ha annunciato che l'ospedale all'interno dei padiglioni della Fiera di Bergamo è pronto per essere operativo. Al San Matteo di Pavia è partita invece la sperimentazione della plasmaterapia, mentre a Cremona è guarita l'infermiera immortalata in una foto mentre dormiva sulla tastiera di un computer, scatto diventato subito simbolo della lotta al coronavirus.  (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI).

19:27 - Prefettura Bergamo: "In giro troppa gente"

La Prefettura di Bergamo ha diramato una nota, firmata dal viceprefetto vicario Montella, a tutti i sindaci bergamaschi per richiamare la cittadinanza al rispetto della normativa: "Si comunica che è stato segnalato un ingiustificato aumento di persone nelle strade del territorio provinciale, sia a piedi che in auto. D'intesa con l'Amministrazione provinciale si chiede, pertanto, di voler richiamare l'attenzione dei propri cittadini sulla necessità del rispetto delle misure previste per il contenimento della diffusione dell'epidemia da Covid-19", spiega la nota.

18:30 - In Lombardia 165 ricoverati in meno

In Lombardia scende il numero delle persone ricoverate non in terapia intensiva: sono 11.762, 165 in meno rispetto a ieri. A comunicare il dato è stato il vicepresidente della Regione, Fabrizio Sala, che quest’oggi ha sostituito l’assessore al Welfare Giulio Gallera - impegnato in una riunione - nel consueto punto stampa. Il totale dei positivi è salito a 46.065, ovvero 1.292 in più di ieri, mentre in terapia intensiva sono ricoverate 1.351 persone (9 in più). Per quanto riguarda i decessi, nelle ultime 24 ore sono stati 367 (7.960 in totale).

18:25 - Guarita l'infermiera di Cremona ritratta nella foto simbolo 

È guarita l'infermiera dell'ospedale di Cremona ritratta in una foto mentre si era addormentata sulla tastiera di un computer, con ancora indosso guanti, mascherina, camice e copricapo al termine di un turno estenuante. La foto è diventata una delle immagini simbolo della lotta al Coronavirus ma lei, Elena, cinque giorni dopo lo scatto è risultata positiva. La donna di 43 anni ora è guarita, come confermato dall'ospedale. Dopo il primo tampone negativo aspetta il secondo per rientrare al lavoro: "Non vedo l'ora", ha detto al sito Cremonasipuò.it.

17:56 - In Rsa a Lodi 52 deceduti in un mese

Nel mese di marzo alla Fondazione Santa Chiara di Lodi sono deceduti 52 ospiti. A fornire i dati è il presidente della casa di riposo Corrado Sancilio che, come riporta il Cittadino di Lodi, rivendica di aver chiesto a più riprese all'Ats "di poter fare i tamponi a tutti" ma "ci è stato risposto di no. Solo gli operatori sintomatici o che rientrano dopo la quarantena possono farlo". Alla situazione degli ospiti, si unisce però anche quella del personale: "Su 18 infermiere professionali ne abbiamo in servizio solo 8 e complessivamente sono 50 i dipendenti ammalati" ha spiegato il direttore sanitario Domenico Furiosi aggiungendo che per questo è in chiusura " in queste ore il nucleo da 25 posti letto, le Ginestre".

17:46 - Assistenza domiciliare ai pazienti nel Pavese

Quattro unità di intervento sono state organizzate dall’Ats di Pavia per assistere a casa i malati di coronavirus e anche i casi sospetti nel territorio di Chignolo - Belgioioso e comuni limitrofi, in quello di Garlasco e Mortara città, nella zona di Vigevano e nell'area di Stradella. L'obiettivo è "garantire la gestione domiciliare dei pazienti affetti da Covid-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero - si legge in una nota di Ats Pavia - anche in relazione alla necessità di fornire risposte alla popolazione nelle aree in cui l'incidenza dell'infezione è maggiore e in cui i medici di medicina generale sono risultati maggiormente colpiti dalla patologia". Ats Pavia sta lavorando per attivare altre unità speciali (a partire da una per Voghera e Oltrepò e altre due per Pavia e zone limitrofe e per la Lomellina) al fine di rispondere ai bisogni di tutto il territorio.

17:30 - Comune lodigiano: "No a blocchi di 50 mascherine"

"Non mandateci più mascherine in blocchi da 50. Riteniamo che invece di evitare il contagio da Covit 19 potrebbero, invece, favorirlo". È quanto chiede alla Protezione civile il vicesindaco di Borghetto Lodigiano (Lodi) Paolo Forti. "Qui nel nostro comune - spiega - sono arrivate dalla Protezione civile anche mascherine in confezione da 50 pezzi. Non abbiamo assolutamente voluto distribuirle alla popolazione perchè ovviamente avremmo dovuto toccarle, anche se con guanti. Le abbiamo lasciate in Comune". "Mi sembra importante comprendere - conclude Forti - che il confezionamento uno a uno è la soluzione migliore per la massima igiene soprattutto per noi che dobbiamo distribuirle. Se proprio è impossibile averle in confezioni singole, al massimo possiamo accettarle in confezioni da 5, che daremo tutte, senza aprire le confezioni, alla stessa persona”.

17:20 - A Brescia parchi, mercati e cimiteri chiusi fino al 20 aprile

Il sindaco di Brescia Emilio Del Bono ha disposto la proroga della chiusura al pubblico dei cimiteri comunali, dei parchi e dei mercati cittadini fino al 20 aprile incluso. Nei cimiteri sarà garantita l'erogazione dei servizi di trasporto, ricevimento, inumazione, tumulazione e cremazione delle salme - rende noto il Comune -. Sarà ammessa la presenza, per l'estremo saluto, di un numero massimo di dieci persone. All'interno dei cimiteri comunali sarà inoltre sospesa ogni attività connessa ai servizi cimiteriali di iniziativa privata. L'ingresso e la sepoltura dei defunti saranno consentiti anche nelle giornate di domenica, con la sola eccezione del giorno di Pasqua. Per quanto riguarda la chiusura dei parchi invece, oltre a quelli recintati "saranno chiuse tutte le aree cani presenti nel territorio cittadino ed è ribadito il divieto di frequentare tutti i parchi e le aree aperte della città prive di ingressi”.

16:43 - A Brescia derrate alimentari per famiglie in difficoltà

La Protezione Civile del Comune di Brescia, in collaborazione con Caritas, ha preparato pacchi di derrate alimentari che domani saranno consegnati a 90 famiglie in grave difficoltà. La Giunta comunale, nel ringraziare i volontari, ha inoltre deliberato un contributo per le famiglie in condizione di difficoltà economica per l'emergenza Covid 19. Si tratta di buoni elettronici o cartacei per l'acquisto di generi alimentari e beni di prima necessità presso i punti vendita convenzionati. I fondi impiegati derivano dal milione di euro stanziato per Brescia dal Capo Dipartimento della Protezione civile nazionale.

16:18 - Detergente spacciato per disinfettante: sequestro nel Pavese

La Guardia di Finanza di Voghera (Pavia) ha sequestrato circa 18mila litri di liquido detergente che veniva spacciato per disinfettante da un'azienda di Bosnasco, nel Pavese, che sulla carta doveva produrre gel utile per eliminare il Coronavirus da mani e superfici. Alla ditta gli investigatori sono arrivati dopo un controllo su strada effettuato in provincia di Gorizia dai militari della Compagnia di Monfalcone, tanto che le indagini sono state coordinate dalla Procura di Gorizia. Le Fiamme Gialle hanno trovato, poi, nell'azienda 21.600 flaconi, stipati su 38 bancali, di prodotti pronti per la vendita e non conformi alla normativa sanitaria per un valore di 200mila euro. Tutti con etichette create ad hoc per indurre in errore l'acquirente. Il titolare dell'impresa è stato denunciato per frode in commercio in concorso con un'altra persona che aveva già acquistato i prodotti per rivenderli. 

15:00 - Le parole della mamma del 18enne estubuato a Cremona

"Gli hanno dato una seconda vita". Sono le parole usate dalla madre del ragazzo di 18 anni, estubato ieri nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Cremona dove era ricoverato dopo essere risultato positivo al Coronavirus. La donna ha voluto ringraziare il personale sanitario tramite un messaggio affidato al dirigente dell'Ufficio scolastico di Cremona e Sondrio, Fabio Molinari: "Grazie a medici e paramedici, hanno trattato il mio Mattia come un figlio, gli hanno dato una seconda vita con le loro cure e attenzioni". Molinari stamattina ha aggiunto all'ANSA: "Questa mattina la mamma gli ha parlato in una breve videochiamata, non aveva nemmeno la mascherina, è verso una progressiva ripresa".

14:38 - A Pavia pazienti curati con plasma di donatori guariti dal coronavirus

Alcuni malati hanno già ricevuto il plasma di pazienti guariti dal Coronavirus che quindi hanno sviluppato gli anticorpi: è così entrata nel vivo al Policlinico di Pavia la sperimentazione della plasmaterapia. Il protocollo è stato predisposto dal servizio di immunoematologia e medicina trasfusionale del San Matteo, in collaborazione con altre strutture come l'Ats di Mantova. I primi due a donare sono stati i medici di Pieve Porto Morone (Pavia), marito e moglie, primi casi di contagio da Covid-19 in provincia di Pavia.

13:42 - Fontana: "E' un altro giorno positivo"

''I numeri sono in linea, direi che è un altro giorno positivo perché stiamo assistendo a questo procedere in linea senza aumenti rispetto ai giorni precedenti, quindi si sta verificando quello che i nostri esperti hanno previsto cioè che inizi fra qualche giorno questa benedetta discesa". Lo ha detto il governatore della Lombardia Attilio Fontana, che poi ha aggiunto, in un botta e risposta con il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie: "Credo sicuramente a quello che dice il ministro Boccia ma credo anche ai dati in mio possesso. Faranno quello che sarà possibile, ma per ora ha fatto molto ma molto di più la Regione". "I presìdi avrebbero dovuto essere di ben altra entità, i presìdi ricevuti dalla Protezione civile avrebbero consentito l'apertura degli ospedali per pochi giorni", ha sottolineato Fontana. Dopo la dichiarazione del governatore sulle "briciole" ricevute dallo Stato in un mese e mezzo di emergenza, il ministro ha replicato dicendo a L'Aria che Tira su La7: "Non ho voglia e tempo di fare polemiche, lo Stato sta facendo di tutto. Fontana sa benissimo che mentre parliamo è atterrato l'ennesimo aereo della Guardia di Finanza. Se ci fosse dall'alto una grande telecamera si vedrebbero in Italia in giro solo mezzi militari, scaricano materiali che lo Stato acquista in tutto il mondo per le Regioni, specie per la Lombardia. E tutto è online nel dettaglio su siti di Protezione civile e dei ministeri".
Il presidente della Lombardia ha inoltre annunciato che invierà una lettera con risposte "rigorosamente scientifiche ai sindaci" che ieri gli hanno inviato una missiva critica con una serie di domande. Il governatore ha detto di aver già risposto, anche "in tante riunioni nelle scorse settimane" ma ora "le mettiamo per iscritto".

13:09 - Altre 100 salme da Bergamo in arrivo a Padova

Dopo le prime 25 salme arrivate ieri pomeriggio con i camion dell'esercito, il Cimitero Maggiore di Padova si prepara ad accogliere un altro centinaio di feretri provenienti da Bergamo per essere cremati. Il secondo corteo funebre arriverà oggi pomeriggio con una trentina di bare, e il Comune di Padova ha già dato l'ok per altri trasporti nei prossimi giorni, da concordare in base alle esigenze del capoluogo lombardo e alla disponibilità di altri forni crematori. Ad accogliere i feretri, come ieri, ci sarà una delegazione di autorità civili, militari e religiose guidata dal sindaco Sergio Giordani. Prima di essere cremati, i defunti riceveranno una benedizione.

12:52 - Giorgio Gori: "Tanti in giro, non allentiamo presa"

Il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, ha lanciato un appello dalla sua pagina Facebook ai cittadini perché continuino a rispettare le misure imposte per contenere il contagio da Coronavirus. "Mi arrivano segnalazioni stamattina di tante persone in giro, più di quelle che dovrebbero esserci, sia a piedi che in auto nella nostra città. Non va bene ovviamente perché non ci sono ancora le condizioni per allentare la presa. Non ci sono ancora condizioni per dire che il peggio è passato. Abbiamo notizie più confortanti dagli ospedali, ma dobbiamo assolutamente mantenere gli impegni che ognuno ha tenuto in queste settimane, continuiamo a restare a casa, evitiamo di andare in giro senza motivo".

12:27 - In arrivo a Firenze 50 salme da Bergamo

Arriveranno nel pomeriggio al tempio crematorio di Trespiano, a Firenze, 50 salme da Bergamo di pazienti deceduti per Coronavirus. A causa dell'elevato numero di feretri è stato autorizzato il trasporto in altre regioni, tra cui appunto la Toscana. Oltre a Firenze, anche le città di Pisa e Siena hanno dato la disponibilità a effettuare cremazioni di defunti da fuori regione.

12:06 - Alpini: "Ospedale Fiera Bergamo è pronto"

"La struttura è pronta, attrezzata, a ricevere l'afflusso del personale sanitario e dei pazienti: la consegniamo in ottime mani, all'operatività dell'ospedale Papa Giovanni XXIII, a cui va con profonda convinzione il nostro grazie". Così Sebastiano Favero, il presidente dell'Associazione Nazionale Alpini, parla della nuovo ospedale costruito in pochi giorni all'interno dei padiglioni della Fiera di Bergamo dalle stesse "penne nere": "Partito come idea di struttura campale d'emergenza, sulla base della nostra Colonna Mobile, il progetto è stato modificato in corsa, per giungere ad ottenere un vero e proprio ospedale con settantadue posti di ricovero in terapia intensiva e altrettanti in condizioni sub intensiva. La flessibilità dell'organizzazione alpina e l'abitudine ad operare in emergenza hanno concretizzato un piccolo miracolo. Ilavori, infatti, sono iniziati il 24 marzo e si sono conclusi ieri. Gli artigiani volontari bergamaschi sono accorsi in centinaia a fianco delle Penne Nere e, lavorando con competenza, passione e dedizione, 24 ore su 24, hanno conseguito l'obiettivo in soli sette giorni".

11:52 - Fabrizio Sala: "Mobilità in Lombardia al 37%"

"Il dato della mobilità di ieri è uno dei dati più alti a livello settimanale, abbiamo il 37% rispetto a una media leggermente inferiore al 36% dei giorni scorsi". Lo ha detto il vicepresidente della Regione Lombardia, Fabrizio Sala, a Sky TG24, chiarendo che quell'1 per cento in più rispetto al giorno precedente significa "decine di migliaia di persone e quindi questo è un dato negativo". Sala ha proseguito: "Vediamo un po' di superficialità, bisogna ricordare che si esce solo per esigenze improrogabili e per assoluta necessità, non si va a fare la passeggiata altrimenti si mette a repentaglio la propria salute e soprattutto quella degli altri. La passeggiata, che sembra essere salutare, è proprio il contrario della salute in questo momento quindi va assolutamente evitata". Il rischio della passeggiata della mamma con il bambino è che "magari il bambino va a contatto coi nonni, questo è un rischio altissimo. Questi effetti, inoltre, li vediamo dopo 8 o 10 giorni", ha concluso Sala.

11:41 - Fontana: "Da un mese e mezzo briciole da Roma"

"E' passato ormai quasi un mese e mezzo dall'inizio dell'epidemia e sostanzialmente da Roma stiamo ricevendo delle briciole. Se noi non ci fossimo dati da fare autonomamente, avremmo chiuso gli ospedali dopo due giorni". Lo ha detto il governatore lombardo Attilio Fontana, intervistato da Radio Padania. "Il numero di mascherine che ci arrivavano dalla Protezione Civile non ci avrebbe consentito di aprire gli ospedali. Una vergogna questa, non ci è arrivata se non una piccola parte di ciò che avevamo richiesto".
Fontana ha inoltre sottolineato che l'assessore regionale al Bilancio, Davide Caparini, si è dato da fare "dalla mattina alla sera a cercare nei mercati di tutto il mondo mascherine, camici e tutto questo necessario per dotare nostri medici di una protezione". Il governatore ha poi aggiunto: "Noi ce la siamo cavata con i nostri mezzi, senza alcun tipo di aiuto se non in minima parte". Il presidente ha spiegato che la Regione, come sanità, ha "una competenza concorrente ma che si riferisce alla gestione ordinaria. Tanto è vero che non abbiamo neppure fondi per la gestione straordinaria. Quindi, all'inizio dell'emergenza, non abbiamo potuto fare altro che aspettare che da Roma arrivassero istruzioni, risorse e materiali, che stiamo ancora aspettando".
Sulle richieste avanzate dai sindaci di centrosinistra, Fontana replica: "Mi chiedono perché non dai le mascherine alle Rsa? La stessa domanda la rivolgerei al sindaco Sala e al sindaco Gori: le Rsa sono pubbliche e private, perché non gliele dai tu le mascherine visto che dipendono da te? Non gliele diamo perché lo Stato non ce le dà, e io quello che riesco a comprare le do innanzitutto al sistema sanitario per curare i malati. La cosa che mi offende di più è che queste domande me le hanno già fatte e io ho già risposto, quattro giorni fa, quindi questa è la dimostrazione che si tratta di una strumentalizzazione politica".
Fontana, commentando una probabile seconda ondata di infezioni in autunno, ha detto: "Secondo alcuni scienziati c'è il rischio che alla ripresa del virus influenzale di ottobre e novembre ci possa essere una ripresa anche del coronavirus. Quindi bisogna prepararsi". Sui letti dell'ospedale allestito alla Fiera di Milano, il governatore ha aggiunto: "Io credo che non sarà necessario smontarli, ma lasciare che rimangano come garanzia per quello che dovesse, speriamo mai, succedere in futuro".

11:26 - Un medico di Bergamo: "Pazienti arrivano già esausti"

Un "numero crescente anche di morti improvvise" e "sempre di più pazienti in arrivo esausti da 15-20 giorni di malattia grave domiciliare e con decorso poi intraospedaliero catastrofico" si è accumulato "nel nostro malcapitato nosocomio". Così il medico Matteo Ciuffreda, dell'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, ha descritto la situazione che ha visto nella struttura, in questi giorni di emergenza Coronavirus, in una lettera indirizzata ai colleghi e pubblicata sul sito dell'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Bergamo. Dopo i primi "devastanti 15 giorni di epidemia e di insuccessi terapeutici - ha scitto - malgrado sforzi enormi, mi sono chiesto, e ho chiesto ai colleghi direttamente e a vario livello coinvolti nelle cure dei Covdi, come andasse e perché mai così tanti decessi". Nella missiva, dunque, il medico ha dato conto di tutta una serie di "dati anatomo-patologici" della malattia che ha visto sul campo. E ha concluso la sua analisi spiegando che "molto di quanto esposto" potrebbe essere "potenzialmente fruibile nel paziente domiciliare, con pochi strumenti e soprattutto con l'affinamento dell'interrogazione clinica". Un intervento che "potrebbe consentire di ridurre drasticamente l'arrivo di pazienti in ospedale e soprattutto l'arrivo alla fine di una malattia decorsa sostanzialmente a domicilio e ormai spesso priva di chance reali di guarigione".  

11:06 - Monza, magliette in vendita per aiutare l'ospedale San Gerardo

Continuano anche in Brianza le iniziative per aiutare la sanità, medici e infermieri a gestire l'emergenza coronavirus: il brand Velobuco mette in vendita centinaia di magliette sul suo sito internet www.velobuco.it. I proventi di questa vendita - è spiegato in una nota - saranno destinati all'ospedale San Gerardo di Monza. Le t-shirt sono caratterizzato da una frase 'storica' che veniva pronunciata quando ancora si giocava a pallone per strada o nei cortili come 've lo buco quel pallone', 'portiere volante', 'chi fa questo vince', 'ultimo in porta', 'o gol o rigore' e 'io gioco punta'.  

11:04 - Venti medici come rinforzo negli ospedali lombardi

Una ventina di medici che entreranno in servizio, come rinforzo, in vari ospedali della Lombardia 'stremati' per l'emergenza Coronavirus, arriveranno attorno alle 11.30 all'aeroporto di Bergamo con un volo della Guardia di Finanza proveniente da Pratica di Mare. Ad accoglierli ci sarà una delegazione di Regione Lombardia composta dagli assessori Claudia Maria Terzi e Lara Magoni. I medici che hanno risposto al bando della Protezione Civile, saranno destinati, come supporto, agli ospedali di Bergamo, Brescia, Crema, Treviglio, al Policlinico di Milano e in altre strutture.

9:20 - L'assessore Gallera: "Passeggiate? Cittadini disorientati"

"O diamo tutti lo stesso messaggio o il cittadino si sente disorientato e allenta la tensione". Così l'assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera è tornato sulla circolare del Viminale sulle passeggiate con i bambini, intervistato su Telelombardia. Riferendosi ai dati in calo dell'epidemia, Gallera ha sottolineato che "questi risultati positivi sono figli del sacrificio dei lombardi", poiché non esiste ancora un vaccino. "Il coronavirus si trasmette a una velocità enorme. Se noi riusciamo a mantenere il distanziamento sociale e l'isolamento, evitiamo che le persone si infettino e vinciamo la nostra battaglia", ha concluso. "Il numero di tamponi - ha poi aggiunto l'assessore - si sta andando ad allargare, in maniera selettiva ma lo stiamo andando ad allargare". "Stiamo iniziando a tamponare tutti i medici di medicina generale - ha spiegato Gallera - prima tamponavamo solo quelli che avevano un sintomo, adesso li stiamo tamponando tutti. Stiamo sorvegliando tutti gli operatori, i medici e gli infermieri delle strutture sanitarie e sociosanitarie attraverso il controllo quotidiano della temperatura e a chi ha più di 37,5 viene fatto il tampone. Gli operatori del sistema sanitario sono 300 mila, i medici di medicina generale sono 8 mila. In più tamponiamo tutti quelli che iniziano a guarire".

9:19 - In case di riposo del Pavese 100 morti in un mese

Oltre 100 morti nel mese di marzo nelle case di riposo della provincia di Pavia, ma solo in alcuni casi è stato accertato che gli anziani erano stati contagiati dal coronavirus. Il dato è stato raccolto dall'Ats e viene riportato oggi dal quotidiano "La Provincia pavese". L'Ats segue il protocollo operativo indicato da Regione Lombardia. I tamponi vengono eseguiti solo sul personale sanitario che manifesta sintomi che possono far pensare al contaggio da Covid-19. A Varzi (Pavia), alla Rsa "San Germano", in marzo si sono registrati 20 decessi: in 5 casi è stata accertata la positività degli anziani, altri 10 sono sospetti (ma non è stato effettuato il tampone), mentre le altre 5 morti sono dovute ad altre cause. Molti operatori delle case di riposo pavesi hanno chiesto che i tamponi possono essere effettuati anche agli ospiti, oltre che al personale, per trovare gli eventuali soggetti positivi al coronavirus ed isolarli.

8:28 - Giulio Gallera "Tutti gli indicatori sono moderatamente positivi"

"Dopo 6 settimane tutti gli indicatori sono moderatamente positivi: il numero dei contagi scende e si e stabilizza su numeri contenuti. Ieri ci sono stati solo 44 ricoverati in più". Lo ha detto l'assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera, in collegamento su Telelombardia.  Gallera ha sottolineato anche che "c'è una flessione anche negli accessi alle terapie intensive e nei pronto soccorso. Negli ultimi sette giorni c'è stata una riduzione, a volte lieve a volte più forte ma costante".

7:01 - A Codogno un carrello pieno per chi ha bisogno

Si chiama "la spesa sospesa" l'iniziativa lanciata dalla titolare di un forno a Codogno, il comune del Lodigiano dove e stato accertato il primo caso di Coronavirus in Italia, e uno dei 10 centri isolati in zona rossa. La signora, che ha la panetteria nel quartiere San Biagio, lunedì scorso all'orario di chiusura si è ritrovata con del pane fresco avanzato. "Allora per non buttarlo - ha raccontato - l'ho infilato in sacchettini che ho ben sigillato e che ho messo in un cesto davanti al negozio". La mattina dopo con sorpresa si è accorta che il gesto è stato apprezzato segnale che alcuni iniziano a non farcela. "A questo punto - ha continuato - ho preso un carrello che non usavo e dove chiunque, quando va a fare la spesa in qualsiasi supermercato, può mettere qualcosa come un pacco di pasta, una scatola di piselli o del tonno". Quando chiude la sera il carrello è davanti all'ingresso del forno in modo tale che chi "ha bisogno ma preferisce non darlo a vedere" si può servire.

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