Milano, finta partita di champagne: Lele Mora citato come testimone

Lombardia
Lele Mora (Fotogramma)

L'ex agente dei Vip è stato chiamato dalle difese degli imputati finiti a processo per un tentativo di estorsione ai danni di due uomini. La vicenda riguarda anche una presunta rapina subita da Mora e avvenuta in un campo nomadi 

Lele Mora è stato citato come testimone dalle difese nel processo in corso a Milano, e che proseguirà il 26 settembre, che vede imputati Michele Cilla, Claudio Agrani e Riccardo Spada (che ha scelto il rito abbreviato) i quali avrebbero preteso con minacce e violenze 10mila euro, più la rinuncia a un credito da 5mila euro, da Ottavio e Marco Pingitore, padre e figlio. Una vicenda intricata nella quale si è parlato anche di un tentativo di acquisto da parte dell'ex agente dei vip di una partita di champagne per 40mila euro e di una rapina che Mora avrebbe subito in un campo nomadi. Fatti questi, però, per i quali non sono stati trovati riscontri nelle indagini del pm di Milano, Giovanni Tarzia, che ha chiesto e ottenuto, invece, nei mesi scorsi il processo con rito immediato per i tre uomini arrestati nel dicembre 2018.

Estorsioni e champagne

Cilla, gestore di un locale, secondo gli investigatori è l'ex braccio destro di Guglielmo Fidanzati, presunto boss morto nel 2014 e figlio dello storico esponente di Cosa Nostra, Gaetano Fidanzati. Gli elementi al centro dell'indagine della polizia riguardano solo la presunta estorsione. Secondo le indagini, gli imputati avrebbero preteso soldi con violenza dai Pingitore, che poi denunciarono l'estorsione.

Le indagini e il processo

La Procura, non avendo trovato elementi sul presunto caso della partita di champagne, ha scelto di non convocare Mora come testimone nel processo, che si tiene davanti ai giudici dell'ottava sezione penale, ma lo hanno fatto le difese. Cilla avrebbe accusato Marco Pingitore di avergli proposto quell'affare dello champagne, rivelatosi poi una truffa con tanto di rapina al campo nomadi di via Chiesa Rossa e pretendeva di riavere da lui i soldi. Mora, non indagato nell'inchiesta, non ha mai denunciato la rapina, ha messo a verbale di essere andato al campo nomadi, assieme ad Agrani, e poi di aver deciso, dopo la rapina, di ridare a Cilla 10mila dei 40mila euro rubati. Nelle prossime settimane Mora dovrebbe deporre in aula.

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