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Lecco, espulsa moglie del 'pugile dell'Isis' condannato per terrorismo

I titoli di Sky Tg24 delle ore 13 del 21/08

2' di lettura

Salma Bencharki è stata rimpatriata a seguito dell'ordine di allontanamento, emesso per motivi di sicurezza dello Stato, firmato dal ministro dell'Interno. La donna è ritenuta parte di un'associazione con finalità terroristiche

È stata espulsa e rimpatriata in Marocco Salma Bencharki, moglie di Abderrahim Moutaharrik, il 'pugile dell'Isis', condannato per terrorismo e attualmente in carcere. La donna, rivelano fonti del Viminale, è stata rimpatriata dagli uomini della polizia di Lecco che hanno eseguito l'ordine di allontanamento, emesso per motivi di sicurezza dello Stato, firmato dal ministro dell'Interno, Matteo Salvini. La donna, infatti, è ritenuta parte dell'associazione con finalità terroristiche, ed è stata condannata per questo, assieme al 'pugile dell'Isis', così chiamato perché talentuoso atleta di kickboxing, che nelle intercettazioni parlava anche di un possibile attentato in Vaticano. A Bencharki è stata notificata anche la revoca della cittadinanza italiana, come proposto dal Viminale qualche mese fa.

Il processo


La donna era stata condannata in via definitiva a 3 anni e 4 mesi, dopo l'arresto del 2016 ha scontato la pena prima in carcere e poi ai domiciliari. Nelle motivazioni della sentenza di secondo grado del febbraio 2018, con cui le era stata ridotta la condanna da 5 anni a 3 anni e 4 mesi, la Corte d'Assise d'appello milanese aveva stabilito che la donna non doveva essere espulsa dall'Italia a pena espiata perché non c'erano "univoci indici che ne attestino la concreta pericolosità sociale" e perché "l'espulsione", avrebbe potuto "provocare la disgregazione del nucleo famigliare con grave danno per la prole", ossia per i figli di 5 e 7 anni della coppia "che vivono in Italia". I giudici avevano anche revocato per lei la sospensione della potestà genitoriale sui figli che dopo l'arresto sono stati affidati al Comune di Valmadrera (Lecco) e collocati presso i nonni paterni.

L'inchiesta dell'antiterrorismo

Stando all'inchiesta, Moutaharrik, che a differenza della moglie era cittadino italiano ed è tuttora in carcere con una condanna definitiva a 6 anni, aveva ricevuto, ai primi di aprile 2016, un messaggio direttamente dal Califfato su WhatsApp. Un altro imputato, Abderrahmane Khachia, fratello di un 'martire' morto in Siria, era stato condannato a 5 anni e 4 mesi, mentre 3 anni e 4 mesi erano stati inflitti a Wafa Koraichi, sorella di Mohamed Koraichi, marocchino che assieme alla moglie italiana, Alice Brignoli, tempo fa lasciò Bulciago, nel Lecchese, per unirsi alle milizie dell'Isis portando anche i tre figli piccoli.

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