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Felice Gimondi: folla ai funerali, presenti anche Moser e Saronni

Folla ai funerali di Felice Gimondi

5' di lettura

Nella chiesa parrocchiale di Paladina l'ultimo saluto al campione scomparso venerdì scorso a 76 anni. Il feretro è stato trasportato da nomi noti delle due ruote, tra cui Paolo Savoldelli e Giambattista Baronchelli. Monsignor Callioni: "Ci ha insegnato a lottare sempre"

Sono tantissime le persone accorse nella mattinata di oggi, 20 agosto, a Paladina (Bergamo) per dare l’ultimo saluto (FOTO) a Felice Gimondi, l’ex campione italiano di ciclismo scomparso all'età di 76 anni venerdì 16 agosto a Giardini di Naxos (Messina). Presenti numerosi nomi noti del ciclismo, tra cui Francesco Moser, Beppe Saronni, Paolo Savoldelli, alcuni dei quali hanno trasportato il feretro di Gimondi all'interno della chiesa tra gli applausi della folla.

Lungo applauso all'arrivo della salma

L'arrivo della salma è stato accolto da un lungo applauso da parte della grande folla presente. La bara dell'ex campione è stata portata a spalla dall'abitazione di Gimondi fino alla chiesa. A trasportare il feretro sono stati alucni grandi campioni del ciclismo: Gianbattista Baronchelli, Massimo Girotto, Osvaldo Bettoni, Dario Acquaroli, Moreno Argentin, Paolo Savoldelli, Giovanni Bettineschi. Presenti, fra gli altri, anche altri nomi noti delle due ruote, come Francesco Moser e Beppe Saronni, ma anche Tonina, la mamma di Marco Pantani, gli ex Marino Basso, Davide Boifava, il ct della Nazionale Davide Cassani, Maurizio Fondriest, Marco Milesi, Gianmaria Fagnini, Giancarlo Ferretti 'Ferron'. Numerosi anche i ciclisti dilettanti venuti con la divisa da gara a rendere omaggio in bicicletta al campione. In prima fila tutte le autorità bergamasche, tra cui il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, il prefetto Elisabetta Margiacchi e i comandanti delle forze dell'ordine.
Al termine delle esequie, un secondo, lungo applauso ha accompagnato l'uscita del feretro dalla chiesa, che sarà portato dalla polizia al cimitero monumentale di Bergamo, dove sarà cremato, così come richiesto dallo stesso campione. Le ceneri di Gimondi saranno conservate nella casa di Paladina.

"Ci hai insegnato a lottare sempre"

"Oggi abbiamo bisogno di fare memoria: ciascuno di noi potrebbe ricordare oggi uno, dieci, cento episodi in cui Gimondi è entrato nella nostra vita, per dirgli grazie delle sue vittorie di campione, che infondevano coraggio orgoglio e gioia anche agli italiani che erano all'estero a lavorare come boscaioli in Savoia o minatori in Belgio". Sono queste le parole pronunciate durante l'omelia da monsignor Mansueto Callioni, parroco di Almè e amico di lunga data della famiglia Gimondi. "Ma grazie - ha aggiunto il sacerdote - lo diciamo non solo per le tue vittorie, ma anche per le sue sconfitte da campione: ci hai insegnato a lottare sempre, a non cedere mai e a non arrendersi mai, perché nella vita non si può sempre vincere. Ora siamo qui a pregare per Felice e la sua famiglia, ma anche per tutti noi, per chiedere al Signore il conforto alla nostra sofferenza e la luce a tanti nostri interrogativi oscuri: perché Lui ci illumini attraverso la sua Parola".
"Il Regno dei Cieli è simile a una Granfondo in bicicletta, che ha come lunghezza l'infinito e come durata l'eternità", ha proseguito monsignor Callioni. "Tutti insieme, pedalatori di ogni genere, assieme a Felice si sentono tutti vincitori. Gimondi si rivolge a Dio stesso, che è il grande direttore di questa corsa: 'Ma i miei cari mica li posso lasciare soli', chiede a Dio. E Lui risponde: 'Stai tranquillo, Felice, perché qui non è come sulla Terra, qui lascia fare a me: tutte le tue persone care sono qui presenti, su quella grande ammiraglia, perché qui in Paradiso - ha concluso - l'unica legge che esiste è quella della felicità senza alcuna limitazione".

"Ci vediamo tra poco": le ultime parole alla moglie

In apertura della celebrazione, il vicario generale della diocesi di Bergamo, monsignor Davide Pelucchi, in rappresentanza del vescovo Francesco Beschi, impossibilitato a intervenire, ha ricordato i tratti salienti della personalità del campione, "così permeata del carattere tipico della Valle Brembana, dove è nato e cresciuto, capace di sacrificio, dedizione e lealtà". Monsignor Pelucchi ha ricordato l'uomo prima che il campione Felice Gimondi e l'amore per la sua famiglia. In particolare per la moglie Tiziana, con la quale ha condiviso 51 anni di matrimonio e che venerdì aveva salutato con un bacio e poche parole prima di congedarsi: "Ci vediamo tra poco".

La lettera delle figlie

Verso la fine delle esequie, il marito di Federica Gimondi, una delle due figlie, ha letto una toccante lettera scritta da lei e dalla sorella: "Ti scrivo come facevo quando partivi per il Giro. Ci hai insegnato il rispetto per l'avversario e, soprattutto, a non arrenderci mai, come faremo anche noi. Oggi più che mai abbiamo bisogno che tu sia con noi. Con le tue poche parole ma con i tuoi tanti fatti, ci hai amato immensamente. Il tuo cuore grande e forte non ha retto e ora sei qui su questo tavolo, in questa stanza gelida. Vorrei poterti dire: alzati papà, ci sono tanti che fanno il tifo per te. Ora tutto sembra finito ma tu ci hai insegnato che nella vita si lotta tutti i giorni per ciò in cui si crede anche quando gli altri ti danno per perdente. Ora riposa, papà: questa tappa è finita. Sei il miglior papà che si possa avere. Ti amiamo sempre, fino alla fine".

Tantissimi tifosi alla camera ardente

La camera ardente, allestita nella chiesetta adiacente alla chiesa parrocchiale, è stata aperta ieri alle sette e chiusa, su disposizione della famiglia, alle 20. Tre paesi hanno proclamato il lutto cittadino con bandiere a mezz'asta: Sedrina, Almè e Paladina. Tantissimi i tifosi e gli appassionati di ciclismo che hanno voluto rendere omaggio alla salma del campione. Alcuni indossavano le maglie commemorative, altri sono arrivati in sella alla loro bicicletta, altri hanno mostrato ai presenti sul cellulare foto in bianco e nero scattate tempo addietro con l'amato idolo della due ruote. Presenti anche alcuni ex professionisti, tra cui Claudio Corti, Mirco Gualdi, Gianluca Valoti, Rossella Di Leo e Beppe Manenti.

Data ultima modifica 20 agosto 2019 ore 12:54

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