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Milano, uomo ucciso in viale Monza: forse accoltellato nel sonno. Gip convalida il fermo

I titoli delle 14 di Sky TG24 del 08/08

2' di lettura

Secondo l'autopsia eseguita sul corpo di Milad Gerges, 30enne ucciso nella notte tra il 5 e il 6 agosto, non risultano segni di colluttazione. Per l'omicidio è indagato il coinquilino della vittima 

Avrebbe sorpreso la vittima mentre dormiva Attia Henns, il 47enne fermato martedì 6 agosto con l'accusa di avere ucciso a coltellate il connazionale egiziano e suo coinquilino, Milad Gerges, nella notte tra il 5 e il 6 agosto, in un appartamento di viale Monza, a Milano. Questa l'ipotesi degli inquirenti che hanno ricevuto i primi risultati dell'autopsia, effettuata nella mattina di giovedì 8 agosto. Secondo la perizia non ci sarebbero segni di colluttazione sul corpo del 30enne accoltellato.

L'ipotesi degli inquirenti

La ricostruzione del medico legale, fornita al pm Francesco Ciardi, titolare dell'inchiesta affidata alla Squadra Mobile, è che Gerges sia morto dissanguato dopo che un fendente sul lato sinistro del collo gli ha reciso la vena giugulare. La vittima aveva altre due ferite, una, ritenuta non mortale, sul lato destro del collo e un'altra sulla spalla destra.

Convalidato il fermo

In serata, il Gip di Milano, Valerio Natale ha convalidato il fermo e disposto la misura della custodia cautelare in carcere, come richiesto dal pm Francesco Ciardi. Henns, sentito questa mattina dal giudice durante l'udienza di convalida, ha deciso nuovamente di avvalersi della facoltà di non rispondere come aveva già fatto nelle scorse ore davanti al pm. Il suo difensore, l'avvocato Pietro Gilberto Pennisi, sta valutando di chiedere al Gip di disporre una perizia psichiatrica per valutare le sue condizioni di salute mentale.

Il testimone

Un vicino di casa del presunto killer, sentito come persona informata sui fatti, ha riferito agli investigatori di aver sentito, la notte dell'omicidio, un urlo provenire dall'appartamento al primo piano, che si affaccia su un cortile interno e, una volta uscito sul ballatoio, di aver visto Gerges fuori dalla porta di casa, pieno di sangue ma ancora vivo, aggrappato alla ringhiera. Henns era sopra di lui brandendo un coltello e avrebbe urlato contro Gerges: "Vieni, che sei tu che devi morire".  

Data ultima modifica 08 agosto 2019 ore 19:32

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