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Milano, scoppia una protesta in un Centro per migranti dopo un incendio: agenti feriti

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3' di lettura

Secondo il sindacato di polizia una volante "è stata accerchiata da circa 50 immigrati che, dopo aver distrutto l'auto, hanno mandato in ospedale i due poliziotti"

Due agenti di una volante sono rimasti feriti ieri, domenica 4 agosto, durante una protesta scoppiata a seguito dell’incendio divampato nel Cas, centro di accoglienza straordinaria per i migranti, di via Aquila a Milano. A dare notizia del ferimento dei due agenti è il Sap (Sindacato autonomo di Polizia), secondo cui la volante "è stata accerchiata da circa 50 immigrati che, dopo aver distrutto l'auto, hanno mandato in ospedale i due poliziotti, entrambi del Commissariato Lambrate, che hanno riportato fratture per le quali è stata necessaria ingessatura". I due agenti hanno avuto 15 giorni di prognosi.

La protesta

Restano in carcere i sette ragazzi di origine africana arrestati in seguito alla rivolta. Lo ha deciso il giudice Teresa Ferrari da Passano, che ha convalidato l'arresto ed emesso la misura cautelare in carcere per il "concreto pericolo di reiterazione del reato", come chiesto dal viceprocuratore onorario Elisabetta Pietra, al processo per direttissima che si è svolto nella mattinata di lunedì 5 agosto. Secondo quanto precisato in questura, si tratta di un gambiano di 20 anni, presunto responsabile del lancio di un mattone contro un camion dei vigili del fuoco avvenuto ieri, un ivoriano di 20 anni, un cittadino del Mali di 25, due senegalesi di 27 e 21 anni e altri due gambiani di 20 e 23. Le accuse sono resistenza aggravata, danneggiamento e lesioni nei confronti di due agenti di polizia. Il processo per i sette, assistiti dall'avvocato Luca Orunesu, prenderà il via il prossimo 13 agosto.

Cinquanta sfollati

Trenta persone sono state medicate sul posto per contusioni varie e 50 sono state trasferite in un altro centro. Nel rogo otto sono rimasti intossicati e sono stati trasportati in ospedale. Dalla Prefettura di Milano fanno sapere che, contrariamente a quanto appreso in un primo momento, nessuno degli intossicati era in codice rosso e, quindi, in pericolo di vita. La persona trasportata alla clinica Città Studi, che in un primo momento sembrava fosse in codice rosso, in realtà era in giallo. In un secondo momento è stata portata all'ospedale di Niguarda per dei problemi di ossigenazione e, ora, le sue condizioni sono in netto miglioramento. Le altre quattro persone intossicate e portate alla clinica Città Studi in codice verde sono già state dimesse.

De Corato: "Chi effettua i controlli?"

Sulla vicenda è intervenuto anche l'assessore alla Sicurezza e Polizia Locale di Regione Lombardia, Riccardo De Corato: "Il paradosso è che per questi 'ospiti' gli italiani spendono 25,50 € al giorno per ognuno di essi. Questo dato è stato diffuso dalle Prefetture che hanno in capo la gestione dei Cas. La domanda che sorge spontanea è: da chi vengono monitorati questi luoghi? In particolare, chi va a controllare centinaia di immigrati che vivono all'interno? Chi si occupa di verificare chi entra, chi esce, chi dorme dentro o chi delinque?".

Data ultima modifica 05 agosto 2019 ore 15:57

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