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Milano, inaugurata la chiesa ipogea di San Sepolcro dopo il restauro

I titoli di Sk TG24 delle ore 13 del 22/7

2' di lettura

Gli interventi si sono concentrati soprattutto su due punti: l’impiantistica e i restauri di diversi affreschi presenti nell’edificio. Sala: "Questa riapertura rafforza il mito della città" 

La chiesa ipogea di San Sepolcro è stata inaugurata dopo il restauro a Milano. I lavori, che hanno avuto avvio nel 2018, sono stati finanziati con un milione di euro dal ministero dei Beni Culturali. Il luogo di culto, che si trova alle spalle della Biblioteca Ambrosiana, è stato edificato nel 1030 sull'antico Foro romano di Mediolanum, al centro della città. Gli interventi si sono concentrati soprattutto su due punti: l’impiantistica, per assicurare alla cripta condizioni ambientali stabili e una nuova illuminazione, e i restauri di diversi affreschi presenti nella chiesa. Tra questi, quelli relativi alle crocifissioni, le tre figure in piedi di Maddalena, Giovanni ed Elena, la madre di Costantino e La Cena in casa di Simone. I lavori, che hanno avuto il merito di riportare alla luce diverse pitture medioevali, rendono inoltre più visibili gli affreschi e le decorazioni, come il ciclo ornamentale a stelle ed elementi vegetali sulle volte del presbiterio, databile alla fine del Duecento.

Sala: "Questa riapertura rafforza il mito di Milano"

All'inaugurazione, solenne, è arrivata la benedizione dell'arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini. Un restauro, quello della chiesa ipogea di San Sepolcro, avvenuto "in tempi milanesi - ha sottolineato il ministro dei Beni Culturali, Alfredo Bonisoli - e quindi un esempio anche per altre realtà".
"Questa riapertura rafforza il mito di Milano - ha dichiarato il sindaco del capoluogo lombardo, Giuseppe Sala - non sono eccessivo se parlo di mito perché quello che sento in giro per l'Italia e all'estero è che Milano in questo momento è guardata con occhi particolari. Infatti - ha proseguito il primo cittadino - è una delle poche città che mette insieme una storia profonda, di sei secoli, la proiezione nel futuro e anche una grande contemporaneità".
Le pietre del pavimento della cripta "sono quelle del Foro romano calpestato anche da Sant'Ambrogio e Sant'Agostino - ha concluso Marco Ballarini, Prefetto della Veneranda Biblioteca Ambrosiana -. Questo luogo non è solo ricco di arte ma è carico di un patrimonio spirituale che non deve andare disperso".

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