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Omicidio in piazzale Loreto, condannato all’ergastolo un latitante

I titoli di Sky TG24 delle 13 del 26/06

2' di lettura

Il fatto avvenne nel tardo pomeriggio del 12 novembre 2016, in una zona affollata, per un debito di droga da 10mila euro. Vittima il dominicano Antonio Rafael Ramirez 

E' stato condannato all'ergastolo dalla Corte d'Assise di Milano il latitante dominicano Joel Antonio Santos Mercedes detto 'Papito', accusato di aver ucciso a coltellate, insieme al connazionale Jeison Elias Moni Ozuna, Antonio Rafael Ramirez in piazzale Loreto a Milano nel 2016, per un debito di droga da 10mila euro. Ozuna è già stato condannato a 18 anni di reclusione.

L'omicidio

L'omicidio avvenne nel tardo pomeriggio del 12 novembre 2016, in una zona affollata, e provocò polemiche sul tema della sicurezza in città. Dopo l’omicidio, l’assassino era fuggito all’estero e non è ancora stato rintracciato. Sarebbe stato lui, secondo le indagini, a sferrare le otto coltellate che uccisero Ramirez, dopo che Ozuna aveva sparato contro la vittima due colpi di pistola. Già nella sentenza di condanna, con rito abbreviato, nei confronti di Ozuna, il gup Stefania Donadeo aveva chiarito che quest'ultimo "non aveva mai impugnato una pistola" prima di allora, aveva sparato due colpi ma non era stato capace "di colpire il bersaglio nelle parti vitali", dopodiché l'arma si era inceppata. Ramirez morì quindi per le otto coltellate inferte dal latitante.

Il ruolo del complice

Nell'ambito delle indagini, condotte dalla Squadra mobile e coordinate dal pm Piero Basilone, che ha formulato oggi la richiesta di ergastolo, è stato possibile ricostruire il ruolo avuto da Ozuna e da Mercedes nell’omicidio, anche grazie alle analisi delle immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza. Il giudice aveva attribuito ad Ozuna il "concorso morale e materiale nell'omicidio" perché, dopo che la pistola si inceppò, il giovane bloccò "la vittima consentendo all'amico di finirla con le coltellate". La sentenza in abbreviato, con sconto di un terzo sulla pena, confermata anche in appello, aveva riconosciuto a Ozuna le attenuanti generiche "tenuto conto del corretto comportamento processuale". Il dominicano, fermato in Toscana quasi un mese dopo l'omicidio premeditato, aveva ammesso "la sua responsabilità".  

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