Vendita palazzo a Milano, Corte Conti indaga su Garavaglia

Lombardia
Massimo Garavaglia (ANSA)

Invito a dedurre al viceministro leghista all'Economia in relazione alla "vendita sottoprezzo" e alla locazione di un immobile, Palazzo Beretta a Milano, ceduto da Ats Milano, ex Asl

La Procura della Corte dei Conti della Lombardia ha notificato un invito a dedurre, che equivale a una chiusura delle indagini, al viceministro leghista all'Economia, Massimo Garavaglia, per danno erariale, quando era assessore lombardo all'Economia, e ad altre persone in relazione alla "vendita sottoprezzo" e alla locazione di un immobile, Palazzo Beretta a Milano, di proprietà di Ats Milano, ex Asl.

Il danno erariale all'Ats

Il danno erariale subito dall'Ats è quantificabile in un "valore compreso" tra 2 milioni e 13 milioni di euro per la vendita, oltre a un danno derivante dalla locazione per oltre 6 milioni di euro. La prima "componente" del danno, secondo i PM contabili, "è riconducibile alla stima del valore di vendita" poiché il prezzo a cui il palazzo è stato venduto da Ats a Cassa Depositi e Prestiti, ossia 25 milioni, "anche se superiore alla stima operata nel 2012", che era di poco più di 20 milioni, "è risultato inferiore tanto al valore di stima utilizzato nel 2014 per la quantificazione del canone locativo", che era di 27 milioni, "quanto al valore commerciale di rivendita nel breve lasso di tempo dello stesso immobile da CDP a Beni Stabili SpA (38 milioni di euro)". Da qui un danno quantificabile per un valore compreso tra 2 milioni (la differenza tra il prezzo incassato di 25 milioni e la migliore stima di 27 milioni utilizzata per la locazione) e 13 milioni (la differenza tra il valore di vendita e il valore di rivendita che fu di 38 milioni).

Il pagamento dei canoni di locazione

Il secondo danno riguarda il costo dei canoni di locazione che Ats ha continuato a pagare in questi anni (prima a Cdp e poi a Beni Stabili spa), canoni che "erano palesemente evitabili qualora l'operazione immobiliare fosse stata concepita in conformità alla più ragionevole programmazione economica, fondata sulla contestuale ed immediata individuazione della nuova sede presso la quale operare il trasferimento degli uffici, in coincidenza temporale con la cessione" di Palazzo Beretta. Fino ad oggi, su un totale di 9,5 milioni, Ats ha pagato affitti per oltre 6 milioni. In particolare, nell'operazione immobiliare i PM contabili hanno individuato "tre profili fondamentali che connotano d'illiceità economico-finanziaria la fattispecie negoziale", tra cui appunto la "evidente diseconomicità del costo accollato al bilancio dell'ASL Milano per il pagamento del canone di locazione".

Palazzo Beretta

Palazzo Beretta, palazzo storico di corso Italia a Milano, in zona Porta Romana, sede di Ats Milano ed ex Asl, è stato venduto a fine dicembre 2014 dalla stessa Ats a Cassa Depositi e Prestiti per 25 milioni di euro. La stessa Cassa Depositi e Prestiti lo ha poi rivenduto alla società 'Beni Stabili' per 38 milioni. Da qui il presunto danno erariale, contestato dai pm sulla vendita per un ammontare fino a 13 milioni. Dopo la vendita, Ats ha continuato a stare nell'immobile, pagando però l'affitto per un importo totale di oltre 6 milioni. Da qui, l'ulteriore danno erariale contestato. Una specifica norma prevede infatti che i beni pubblici possano essere sì messi in vendita, ma solo quando l'ente abbia un altro posto dove trasferirsi, mentre in questo caso l'Ats è rimasta nel palazzo, pagando però l'affitto. 

Garavaglia "ruolo propulsivo"

Il viceministro all'Economia Massimo Garavaglia, quando era assessore lombardo, "ha assunto un ruolo propulsivo del procedimento contrattuale" sulla vendita del palazzo, "pressando per la conclusione della vendita" e svolgendo "per comportamenti di fatto la regia dell'intera operazione, nonostante la posizione di conflitto d'interesse discendente dal cumulo dell'ufficio di consigliere nel CDA di Cassa Depositi e Prestiti", scrivono i pm contabili. Al momento Garavaglia è sotto processo a Milano per una presunta turbativa d'asta.

Invito a dedurre anche per altre tre persone

La Procura lombarda della Corte dei Conti ha notificato l'invito a dedurre anche al vicedirettore generale pro-tempore di Infrastrutture Lombarde spa Guido Bonomelli, al "direttore generale pro-tempore dell'Asl Milano" e al "direttore generale pro-tempore al Welfare di Regione Lombardia". L'inchiesta è stata avviata dopo la pubblicazione della notizia del Corriere della Sera del 10 agosto 2016, che titolava 'Lo strano caso del palazzo Asl ceduto a 25 milioni, comprato a 38'.

Le indagini

La Procura contabile, in particolare, ha delegato le indagini al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della guardia di finanza di Milano, "mirate alla verifica delle dinamiche procedimentali seguite dalla pubblica amministrazione per la vendita dell'immobile di Corso Italia 19, ed alla individuazione di eventuali profili di diseconomicità e/o di irragionevolezza economica della cessione del bene, inerenti la stima del prezzo di alienazione ed i successivi contratti di locazione di immobili destinati all'allocazione degli uffici della Sanità metropolitana". Sulla vicenda è stato aperto anche un fascicolo sul fronte penale in Procura, che però è stato archiviato, ma "con l'evidenza di patologie contrattuali afferenti la complessiva diseconomicità dell'operazione negoziale di vendita e di successiva locazione dello stesso immobile da parte della medesima azienda sanitaria".

M5S: "Lega non sa gestire i soldi"

Sulla vicenda è intervenuto anche Marco Fumagalli, capogruppo del Movimento 5 Stelle al Consiglio regionale della Lombardia: "L'indagine conferma ancora una volta che la Lega e Forza Italia non sono assolutamente in grado di gestire i soldi pubblici e garantire efficienza economica ed efficacia nell'azione amministrativa in Lombardia. Altro che efficienza, la Lombardia butta i soldi pubblici". E ancora: "In questo caso la Procura della Corte dei Conti ha valutato un danno enorme, tra i 2 e i 13 milioni per la vendita del palazzo e 9,5 milioni per la locazione di un altro stabile per ospitare l'Ats. Proprio per questo – prosegue Fumagalli – invito l'attuale Assessore al Bilancio Caparini a venire con estrema urgenza in commissione, per spiegare che cosa sta accadendo e che cosa intende fare per tutelare la Regione e recuperare fino all'ultimo euro di denaro perso dai lombardi", le sue parole. 

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