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Milano, caso Antinori: confermata l'assoluzione dall'accusa di traffico di ovociti

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2' di lettura

A deciderlo è stata la Corte d'Appello di Milano, che ha dichiarato "inammissibile" il ricorso della Procura contro il proscioglimento: la richiesta era stata infatti depositata fuori dai termini previsti per legge

È stato confermato in secondo grado il proscioglimento dall'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla commercializzazione di gameti per Severino Antinori, il noto ginecologo condannato di recente in appello a 7 anni e 10 mesi per una rapina di ovuli ai danni di un'infermiera spagnola, avvenuta alla clinica Matris tre anni fa. 

Le motivazioni dell'assoluzione

A deciderlo oggi, martedì 28 maggio, è stata la Corte d'Appello di Milano, che ha dichiarato "inammissibile" il ricorso della Procura contro il proscioglimento, nel filone processuale sul presunto traffico di ovociti alla Matris, deciso a luglio 2018 per Antinori. Il ginecologo è difeso dai legali Carlo Taormina, Tommaso Pietrocarlo e Gabriele Maria Vitiello. Il ricorso dei pm, infatti, è stato depositato fuori dai termini previsti per legge. È stato confermato il proscioglimento anche per altri imputati. Secondo il gup Alfonsa Ferraro, non era emerso "alcun elemento di prova relativo all'acquisizione di gameti da immettere in un ipotetico mercato".

Gup: "Non si trattò di commercio"

Motivando il proscioglimento in udienza preliminare, il gup scrisse che i trasferimenti di denaro da parte di coppie che volevano avere un figlio a due cliniche estere (una spagnola e l'altra con sede nella Repubblica Ceca) e di singole donatrici, non costituiscono 'commercio', in quanto gli ovociti erano destinati "alla fecondazione eterologa di coppie che avevano i requisiti necessari per detta forma di procreazione medicalmente assistita". Inoltre, ha aggiunto il gup, "anche un profano può immaginare che per ottenere gameti, per conservarli e per trasportarli occorre ricorrere a tecniche che hanno dei costi, ed è superfluo rimarcare che la mancata indicazione da parte delle autorità amministrative competenti di detti costi impedisce in assoluto di esprimere un giudizio sulla loro adeguatezza". 

La condanna

Il 13 maggio, invece, la Corte d'Appello milanese ha ritenuto Antinori responsabile di avere prelevato, nell'aprile 2016, i gameti a una ragazza di 23 anni che aveva denunciato di essere stata immobilizzata, sedata e poi costretta a subire l'intervento. Tuttavia, a differenza del Tribunale, la Corte ha anche riconosciuto, a carico di Antinori, l'accusa di rapina del telefono della giovane, aumentandogli così la pena. 

Data ultima modifica 28 maggio 2019 ore 15:59

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