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Milano, traffico di droga: arrestato anche insospettabile

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2' di lettura

L'operazione ha unito due indagini diverse, e ha permesso di smantellare tre diverse cellule di trafficanti. A capo del gruppo principale c'era il receptionist di un noto ostello del centro della città

L'operazione che ha portato all'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare per 17 marocchini, accusati di traffico internazionale di droga, ha unito due indagini chiamate 'Sciattaba' e 'Nagiah', rispettivamente 'spazzata' e 'vittoria', parole arabe scelte dagli investigatori della squadra mobile per descrivere lo smantellamento delle tre cellule di trafficanti individuate. A capo del gruppo principale c'era il 61enne Abdelhark El Khayatty, insospettabile: regolare in Italia, lavorava come receptionist in un importante ostello del centro di Milano. Altra figura di spicco è il fratello, che gestiva gli affari dall'Olanda. 

L'importazione di droga

La droga arrivava a Milano all'interno di un'Audi A4 guidata dal 41enne Rachid El Bouazzoui, detto 'Carciofino'. La polizia lo monitorava da tempo, e il 14 aprile 2016 lo aveva sorpreso in auto con un carico di 128 chili di hashish, arrivato a Dalmine (Bergamo) dal Marocco attraverso Spagna e Francia. Gli agenti avevano tentato di fermarlo al raccordo tra la Tangenziale Ovest e il casello della A7, ma il 41enne era fuggito, dando inizio a un inseguimento terminato alla fermata della metro di Famagosta, dove però era riuscito a far perdere le proprie tracce fuggendo a piedi. Lo stupefacente fu trovato all'interno della vettura. El Bouazzaoui finì poi in manette il 21 luglio in via Parenzo, a Milano. 72 chili di hashish e 1,2 chili di cocaina furono trovati all'interno del suo appartamento e della sua auto. Nei mesi precedenti, in occasioni diverse, erano stati arrestati altri sei marocchini, con mezzo chilo di eroina, 17 chili di cocaina, 30 chili di hashish e 107mila euro in contanti.

Gli altri due gruppi di trafficanti

Il secondo gruppo di trafficanti trattava principalmente cocaina. Il capo viveva in Olanda, uno dei maggiori punti di snodo dei carichi provenienti dal Sudamerica. A Rotterdam gli investigatori hanno individuato un'officina dove venivano modificate le auto per il trasporto della droga all'interno di scomparti segreti. Lì era stata 'truccata' la vettura guidata da Ali Bakkali, 51 anni, arrestato il 26 febbraio 2017 dai poliziotti di Vipiteno (Bolzano), su indicazione della squadra mobile: nel passaruota c'erano 4,6 chili di cocaina, destinata alle piazze di Milano. Attraverso le intercettazioni, è emerso infine il terzo gruppo di trafficanti, attivo nella zona est del capoluogo lombardo: il 15 ottobre 2016, a Rodano (Milano), sono stati sequestrati 31 chili di hashish in un'auto che serviva da deposito e per le consegne 'rapide'. 

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