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Milano, incidente Lamina: il titolare patteggia 22 mesi

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3' di lettura

L'accusa era di omicidio colposo plurimo: a gennaio 2018, quattro operai morirono per una fuoriuscita di argon. Roberto Sanmarchi ha risarcito le famiglie delle vittime e l'Inail per più di 4 milioni di euro

Roberto Sanmarchi, titolare della Lamina, l'azienda metallurgica milanese dove il 16 gennaio 2018 morirono quattro operai a causa di una fuoriuscita di argon dalla vasca di un forno, ha patteggiato 1 anno e 10 mesi, pena sospesa. Sanmarchi aveva risarcito le famiglie delle vittime e l'Inail per un totale di circa 4,5 milioni di euro. A deciderlo è stato il Gup di Milano, Manuela Scudieri, che ha accolto la richiesta della Procura e dei legali Roberto Nicolosi Petringa e Elena Benedetti. Sanmarchi era accusato di omicidio colposo plurimo, con l'aggravante di aver commesso il fatto in violazione della normativa in materia di sicurezza sul lavoro.

L'inchiesta sulle morti

L'inchiesta, coordinata dall'aggiunto Tiziana Siciliano e dai PM Gaetano Ruta e Letizia Mocciaro, aveva evidenziato una serie di falle nei sistemi di sicurezza della fabbrica, messi in luce da una complessa consulenza tecnica. Era stato accertato che nella ditta, infatti, non c'erano "procedure di sicurezza sulla utilizzazione della centralina di allarme del livello di ossigeno" e "sulla gestione della funzione di tacitazione" dell'allarme stesso, che quel giorno suonò al mattino e venne probabilmente disattivato da uno dei quattro operai, che poi scesero nella vasca del forno e morirono uno dopo l'altro. Non è stato, però, mai accertato perché fosse stata aperta la valvola che aveva provocato la fuoriuscita del gas, malgrado il forno non fosse utilizzato in quel momento. 

Il risarcimento da parte della società

I legali di Sanmarchi hanno sempre spiegato che "in una tragedia di questa portata, essere arrivati in pochi mesi a risarcire tutte le famiglie è un risultato di grande rilievo dal punto di vista umano e della solidarietà e anche processuale". Nel procedimento era imputata anche la stessa società, per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti, che ha patteggiato una sanzione pecuniaria di 36mila euro. 

Il risarcimento alle famiglie delle vittime

Già a giugno 2018 si era saputo che Sanmarchi aveva risarcito i familiari di una delle vittime, Giuseppe Setzu, e poi erano state chiuse anche le transazioni extragiudiziali con le famiglie dei fratelli Arrigo e Giancarlo Barbieri, anche loro dipendenti Lamina. Poi, sono stati risarciti anche i familiari di Marco Santamaria, elettricista di una ditta esterna, e la stessa società che collaborava con Lamina per la perdita del lavoratore. Il risarcimento era stato versato successivamente anche all'Inail.

Cgil: "Risarcimento non basta"

"Continuiamo a pensare che chi viola le norme sulla salute e sicurezza causando incidenti o, peggio, la morte dei lavoratori non possa cavarsela solo monetizzando", afferma il segretario generale della Fiom-Cgil di Milano Roberta Turi. "Così non si incentivano le imprese a investire nella salute e nella sicurezza dei lavoratori, così morire sul lavoro continuerà ad essere considerato un danno collaterale". 

Data ultima modifica 09 maggio 2019 ore 18:30

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