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Milano, la Procura indaga su manifestazione in onore di Sergio Ramelli

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Davanti al murale dedicato al giovane ucciso da Avanguardia Operaia 44 anni fa, un gruppo di neofascisti ha chiamato il 'presente' e fatto il saluto romano

La Procura di Milano ha aperto un'indagine in relazione al corteo per Sergio Ramelli, Enrico Pedenovi e Carlo Borsani, che si è tenuto ieri, lunedì 29 aprile. L'inchiesta è coordinata da Alberto Nobili, responsabile dell'antiterrorismo milanese, e dal PM Piero Basilone, ed è condotta dalla Digos. 

Il reato contestato

Il reato ipotizzato è di manifestazione non autorizzata, dato che è stata violata la prescrizione di sfilare in corteo. Dai primi accertamenti della Digos, infatti, risulta che almeno un primo gruppo di militanti di estrema destra, con in testa Gianluca Iannone, leader di Casapound, è partito di corsa verso viale Romagna, quasi a sfidare il divieto della Prefettura. Saranno le immagini delle telecamere, ora al vaglio degli investigatori della Digos, a consentire di individuare tutti coloro che hanno sfilato in corteo, ed eventualmente i responsabili di episodi di resistenza a pubblico ufficiale.

Identificazioni in corso

Saranno sempre le immagini delle telecamere a permettere di identificare chiaramente tutti coloro che, davanti al murale per Sergio Ramelli, proprio sotto a casa sua, in via Paladini, hanno fatto il saluto romano e chiamato il 'presente'. Alla manifestazione di ieri, che avrebbe dovuto essere 'statica' e durante la quale ci sono state cariche di alleggerimento da parte delle forze dell'ordine, tafferugli e momenti di tensione, hanno partecipato oltre mille persone, alcuni dei quali già noti a inquirenti e investigatori.

Le parole del sindaco Sala

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha commentato, a margine del funerale del partigiano Libero Traversa, i tafferugli avvenuti tra militanti di estrema destra e forze dell'ordine: "Purtroppo me lo aspettavo. Ogni giorno continuo a dire non drammatizziamo ma questa volta siamo andati un po' oltre e, quindi, bisogna porre molta attenzione alla situazione", le parole del sindaco.
E ancora: "A chi diceva che si voleva vietare un corteo che hanno sempre fatto in tranquillità, dico che la situazione sta cambiando - ha aggiunto -. Milano ha un po' più il dovere, in questo momento critico per il nostro Paese, di testimoniare i valori della Resistenza, della democrazia e anche l'idea che, attraverso i diritti e i doveri, si possa costituire un nuovo modo di vivere".
"Sentirò oggi il prefetto perché noi in questo momento non dobbiamo dare la soddisfazione di lasciare correre. A Milano abbiamo un prefetto e un questore che sono professionisti e fanno il loro mestiere superpartes - ha concluso -. Per me è importante che siano a fianco delle istituzioni".

Data ultima modifica 30 aprile 2019 ore 13:53

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