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25 aprile, parte il corteo a Milano: applausi per il sindaco Sala

I titoli delle 13 di Sky TG24 del 25/04

3' di lettura

È partito alle 14.30 il tradizionale corteo del 25 aprile a Milano. Applausi per il sindaco, Giuseppe Sala, in testa con i gonfaloni dei comuni. Nelle prime file anche il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, tra i manifestanti del suo partito. Appena partita la manifestazione, la banda del Comune di Milano ha suonato “Bella Ciao” e il corteo si è mosso da Porta Venezia in direzione di piazza San Babila, sotto gli occhi dei tanti uomini e donne delle forze dell’ordine presenti. Dal palco il il presidente dell'Anpi di Milano e provincia, Roberto Cenati ha dichiarato: "Siamo oltre 70mila, Milano ha saputo dare una grande risposta". Anche la coda del corteo è giunta in piazza Duomo, capitanata dallo spezzone del Pd, ma anche dei 5 Stelle e dei Verdi, e seguita dagli ultimi manifestanti. Il passaggio si sta svolgendo senza alcun problema di ordine pubblico o vandalismo, come confermato dalla Questura.

Contestazioni al passaggio della Brigata Ebraica

Durante il passaggio del corteo, i manifestanti pro Palestina hanno contestato quelli della Brigata Ebraica, al grido di "Via i sionisti dal corteo" e "Israele Stato terrorista". L’accesa contestazione non ha provocato incidenti.

Zingaretti: "Le piazze piene sono la risposta allo striscione di Milano"

"Le risposte più belle a queste provocazioni le stanno dando le piazze piene di italiani che difendono la libertà e la democrazia". Così il segretario del Partito democratico, Nicola Zingaretti, ha commentato le vicende dello striscione inneggiante a Mussolini e della corona della lapide di un partigiano incendiata. "Non vale nemmeno la pena di dare attenzione a queste cose perché questi valori sono molto più vivi e radicati di quanto ci si immagini, per fortuna", ha concluso Zingaretti.

Furlan: "Libertà, democrazia e lavoro sono un unicum"

Presente, dietro lo striscione dei sindacati confederali, anche il segretario generale della Cisl Annamaria Furlan che ha dichiarato: "Libertà, democrazia e lavoro sono un unicum. È per questo che siamo presenti in tutte le piazze italiane a preservare la libertà, che è un bene primario che ci è stato donato e che dobbiamo garantire per il futuro".

Landini: "Salvini? Lotta alla mafia non si ricorda solo oggi"

"La lotta alla mafia non bisogna ricordarla solo il 25 aprile, sarebbe utile che il governo se la ricordasse tutti i giorni", spiega Landini riferendosi alla presenza del ministro degli Interni Matteo Salvini a Corleone in Sicilia. "Vorrei ricordare a tutti che la mafia c'è da 150 anni e si era messa pienamente d'accordo anche con il fascismo. Credo che sia stupido mettere sullo stesso piano fascismo e comunismo - ha concluso -, il fascismo è stato combattuto anche dal comunismo insieme a tutte le altre culture e se siamo liberi è perché c'è stata libertà".

Carla Nespolo, Anpi: "Qualcuno si è dimenticato che è festa naizonale"

Il 25 aprile "è una festa nazionale ma c'è qualcuno che se lo è dimenticato, anche qualche anno fa e voleva cancellarlo, ma oggi hanno capito che questo non è possibile allora cercano di sminuirne il ruolo", ha affermato la presidente dell'Anpi nazionale, Carla Nespolo, durante il suo discorso. "Abbiamo la Resistenza ridotta a contrasto tra opinioni diverse, ma il fascismo non è opinione, ma un crimine - ha concluso - e ce lo hanno detto Pertini, Matteotti. Non cercate di mischiare le carte in tavola".

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