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Aggredì Niccolò Bettarini, disposta la “sorveglianza speciale”

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3' di lettura

Per i giudici di Milano, Davide Caddeo è pericoloso e ha un’indole delinquenziale. Il giovane era già stato sottoposto allo stesso provvedimento fino al giugno scorso 

I giudici della Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano, presieduta da Fabio Roia, hanno deciso di applicare a Davide Caddeo, il 30enne accusato di aver aggredito Niccolò Bettarini, il figlio di Simona Ventura e Stefano Bettarini, la "sorveglianza speciale" per "pericolosità sociale" per due anni. Caddeo è in carcere dallo scorso luglio per l’aggressione, compiuta con altri tre giovani, anche loro fermati, avvenuta davanti alla discoteca milanese Old Fashion il primo luglio scorso. I giudici contestano al giovane questo episodio e altri fatti.

Pericoloso per la sicurezza

Il provvedimento è stato disposto perché Caddeo mette "in pericolo la sicurezza e la tranquillità pubblica", data la sua "indole delinquenziale" e la sua "abitualità criminosa”. Caddeo, come scritto nel decreto dei giudici (Rispoli-Cernuto-Profeta), sarebbe stato proprio colui che, secondo le indagini, sferrò le otto coltellate al 19enne "con attitudine potenzialmente mortale", tanto che è accusato, come gli altri tre, di tentato omicidio.

Sottoposto a sorveglianza

Caddeo, assistito dal legale Robert Ranieli, nel processo abbreviato in corso a carico dei quattro fermati, ha ammesso di aver accoltellato Bettarini, spiegando, però, che lui lo ha colpito solo due volte con un fendente "a croce, a sventaglio". Nel maggio 2017 e fino al 19 giugno scorso, ossia pochi giorni prima dell'aggressione davanti all'Old Fashion, Caddeo era già stato sottoposto a sorveglianza speciale per tutta una serie di procedimenti a suo carico, tra cui denunce e condanne per rissa e lesioni e anche perché, come scrivevano i giudici, "è stato quasi sempre trovato in possesso" negli ultimi anni, tra il 2010 e il 2017, di "un coltello a serramanico". A ogni modo, "Caddeo ha continuato a manifestarsi socialmente pericoloso".

Il provvedimento

Nel nuovo provvedimento, emesso nelle scorse settimane su richiesta della Questura di Milano, i giudici, infatti, segnalano a carico del 30enne, tuttora detenuto, proprio l'accusa di tentato omicidio ma anche una denuncia per un furto di una borsa commesso nel maggio 2017, un'altra denuncia da parte dell'ex fidanzata per minacce al telefono e via social network (si fece trovare sotto casa della donna anche con un pitbull al guinzaglio) e un'altra ancora per aver violato la precedente misura di sorveglianza. Così per questa "insofferenza alle regole che traspare costantemente dalle condotte" i giudici hanno deciso per la sorveglianza speciale per altri due anni. La misura comporta una serie di prescrizioni, come stare in casa tra le 22 e le 7, non partecipare a riunioni in luoghi pubblici e non detenere armi. Tutte prescrizioni che di fatto dovrà seguire se nei prossimi mesi uscirà dal carcere.
 

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