Consulta, Ires 2013 non è stata imposta arbitraria

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A carico di imprese finanziarie, creditizie e assicurative

L'introduzione dell'addizionale Ires "non ha travalicato il limite della non arbitrarietà". Sono le conclusioni a cui è giunta la Corte Costituzionale con una sentenza, depositata oggi del relatore Luca Antonini, con cui " ha dichiarato non fondate le censure all’articolo 2, secondo comma, del decreto legge n. 133 del 2013 che ha abolito la seconda rata dell’Imu e introdotto, per il 2013, l’addizionale Ires solo a carico di imprese finanziarie, creditizie e assicurative". Lo comunica la Consulta in un comunicato stampa. "La Consulta ha escluso, in particolare, che con questo prelievo fiscale, straordinario e temporaneo, il legislatore sia sconfinato nell’arbitrarietà dell’imposizione. Il nuovo tributo, infatti, - si spiega nella nota - si inseriva in un contesto di interventi che, già per l’anno d’imposta 2013, hanno prodotto nel sistema tributario significativi effetti compensativi per gli stessi soggetti passivi". 

 

La Corte ha pertanto sottolineato che, nella comparazione con il mercato industriale, il legislatore ha desunto, solo per il 2013, dall’appartenenza al mercato finanziario uno specifico e autonomo indice di capacità contributiva; al tempo stesso, però, ha mostrato di bilanciare gli interessi in gioco venendo incontro a una puntuale esigenza dei settori finanziario, creditizio e assicurativo, perché è intervenuto sul regime delle svalutazioni e delle perdite deducibili, introducendo un’attenuazione dell’imposizione ordinaria Ires e Irap. 

 

"Nel contesto contemporaneo, in cui la capacità contributiva presenta elementi di accentuata dinamicità, - conclude la Consulta - l’introduzione della sovraimposta censurata è servita a dare copertura finanziaria a un’operazione redistributiva per alleggerire, in un periodo di difficile e critica congiuntura economica, il carico fiscale derivante dal pagamento della seconda rata Imu".

 

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