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Picasso, ritrovato in Olanda il "Busto di Dora Maar": era stato rubato 20 anni fa

I titoli di Sky Tg24 delle 18 del 26 marzo

3' di lettura

Il dipinto è riemerso grazie alle ricerche di Arthur Brand, esperto d'arte. A consegnarlo a lui due persone che lavorano per un uomo d'affari, che possedeva l'opera ignaro della sua origine illecita. Nel 1999 fu sottratta allo sceicco saudita che l'aveva acquistata

Un dipinto di Pablo Picasso, rubato 20 anni fa su uno yacht nel sud della Francia, è riemerso in Olanda grazie alle ricerche di un esperto d'arte olandese. Si tratta de “Il ritratto di Dora Maar”, noto anche come “Busto di Donna (Dora Maar)”, dipinto nel 1938 e dal valore stimato di 25 milioni di euro. Rappresenta una delle muse di Picasso, la fotografa, poetessa e pittrice francese di origine croata con cui intrattenne una relazione tra il 1935 e il 1944, nonostante i ventisei anni di differenza tra i due. Il dipinto era stato parte della collezione privata di Picasso fino alla morte dell'artista, avvenuta nell'aprile del 1973, ed era stato sottratto nel 1999 dallo yacht dello sceicco saudita che lo aveva acquistato, ormeggiato nel porto di Antibes, vicino a Cannes, in Costa Azzurra.

L'indagine durata quattro anni

Dopo vent'anni di ricerche, quando ormai critici, storici e collezionisti d'arte sembravano aver perso la speranza di rivedere questo capolavoro, l'esperto olandese Arthur Brand, soprannominato “l’Indiana Jones del mondo dell'arte” per le sue imprese investigative, è riuscito a ritrovare il dipinto dopo un'indagine durata quattro anni. Le ricerche di Brand erano cominciate nel 2015, quando aveva appreso che un "Picasso rubato da un'imbarcazione" era stato usato come merce di scambio in una transazione illecita nei Paesi Bassi. Nonostante l'esperto d'arte non sapesse di quale capolavoro di Picasso si trattasse, Brand ha approfondito le proprie ricerche, finché a metà marzo due uomini che lavoravano per un uomo d'affari olandese si sono presentati nel cuore della notte nella sua residenza di Amsterdam, portando il ritratto di Dora Maar sotto braccio, avvolto in un foglio, all'interno di un sacco nero per l'immondizia.

Il proprietario ignaro della provenienza illecita

Secondo l'esperto d'arte olandese, il proprietario del dipinto era ignaro della natura illecita del suo acquisto, non sapendo che si trattasse di un'opera rubata. Dopo averlo esaminato per una notte, Brand ha affidato la verifica dell'autenticità dell'opera a uno specialista della Pace Gallery di New York, che ha esaminato il dipinto alla presenza di Dick Ellis, un investigatore britannico in pensione, fondatore dell'unità di contrasto al traffico di opere d'arte di Scotland Yard e noto per aver ritrovato diversi capolavori rubati, tra cui “L'urlo” di Edvard Munch, sottratto alla Galleria Nazionale di Oslo, in Norvegia, nel 1994.

Negli anni il passaggio di mano in mano nell'economia sommersa

Una volta verificata l'autenticità dell'opera, Brand ha immediatamente informato la polizia olandese e francese e il dipinto è stato affidato a una compagnia di assicurazioni che desidera rimanere anonima. Negli anni, secondo l'esperto d'arte olandese, il capolavoro era passato di mano in mano nell'economia sommersa, usato spesso come garanzia per transazioni illecite come il traffico di stupefacenti e la vendita di armi, cambiando proprietà una decina di volte.

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