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Google dedica un doodle a Molière e al suo “Malato immaginario”

3' di lettura

Il motore di ricerca celebra oggi la prima dello spettacolo ideato e interpretato dal commediografo francese nel 1673. Molière morì una settimana dopo quella data, durante un’esibizione: aveva 51 anni. È ricordato come "il più grande drammaturgo del mondo"

Celebre commediografo e attore teatrale francese, nato e vissuto nel 600, Molière è uno degli autori più importanti del teatro del XVII secolo. Oggi Google ha deciso di celebrarne la vita e le opere con un doodle. La data non è scelta a caso: il 10 febbraio 1673 - 346 anni fa - Molière presentò al Palais-Royal di Parigi la sua ultima opera teatrale, una commedia in tre atti intitolata Il malato immaginario.

Il doodle

Il doodle che accoglie i visitatori del motore di ricerca ripercorre, in sei vignette, alcuni tra gli spettacoli più celebri di Molière: dal Don Giovanni a Il malato immaginario, passando per L’avaro. Google ne descrive le opere così: “I suoi spettacoli satirici prendono in giro, senza timore, la follia umana e mescolano il balletto, la musica e la commedia in un nuovo genere che ha trasformato la buffonaggine in spiritosa critica sociale”. Il motore di ricerca lo ricorda come “il più grande drammaturgo del mondo e forse il più grande artista della storia del teatro francese”.

La morte in scena

Nato a Parigi il 15 gennaio 1622, Molière è morto nella capitale francese il 17 febbraio 1673 ad appena 51 anni per tubercolosi, mentre recitava nella quarta replica della sua opera Il malato immaginario. Nello spettacolo, Molière impersonava la parte di Argante, un ipocondriaco che cerca di convincere la figlia a rinunciare al “vero amore” e sposarsi con il figlio del medico, per risparmiare sulla parcella. Una settimana dopo la prima, Molière svenne durante lo spettacolo e morì poche ore dopo.

La sua vita

Il vero nome di Molière era Jean-Baptiste Poquelin. Figlio di un agiato tappezziere e mobiliere che lavorava per la corte di Luigi XIII, lui rifiutò di seguire le orme del padre, decidendo di mettersi a fare l’attore e dedicarsi al teatro. Nei primi anni ebbe grandi difficoltà economiche - tanto da finire in carcere per colpa dei debiti - ma nel 1658 la sua compagnia recitò davanti a re Luigi XIV, che apprezzò molto Il dottore innamorato. La fortuna cambiò quando la compagnia venne autorizzata a occupare il teatro del palazzo Petit-Bourbon. Nonostante godesse del sostegno del re, le sue opere furono soggette spesso a censura. Ma tutto questo non fece desistere Molière che sosteneva: “Il compito della commedia è correggere i vizi degli uomini facendoli divertire”.

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