Un concerto sui passi del giovane Mozart a Milano

L'orchestra Ildebrando Pizzetti
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Arriva al teatro Manzoni un tour dedicato agli anni trascorsi dal genio salisburghese nella città meneghina. Un viaggio tra composizioni meno note. Il direttore d’orchestra Enrico Saverio Pagano: “Aveva 15 anni, era molto serio. Sognava il posto fisso che non ha avuto”

E’ un concerto che sa restituire un’immagine diversa e a tratti inedita di Wolfgang Amadeus Mozart. Un viaggio tra le note che il genio salisburghese, appena adolescente, scrisse e suonò nelle corti e nei palazzi milanesi di un tempo. M@M - Mozart a Milano è il tour dedicato alle composizioni degli anni trascorsi nella città meneghina. Un tour nato dalla collaborazione tra la Fondazione Antonio Carlo Monzino e l’orchestra Ildebrando Pizzetti, con il patrocinio del comune di Milano, che toccherà 13 città della Lombardia e che il 10 ottobre alle ore 21 sbarca al teatro Manzoni di Milano. Nella città in cui Mozart, nel lontano 1769, arrivò insieme al padre Leopold. Aveva solo 13 anni. Frequentò la città, in tre soggiorni, fino al 1773.

Sui passi di Mozart a Milano

“A Milano Mozart ha suonato come pianista nelle varie corti e ha scritto musica per il teatro regio. Aveva più o meno 15 anni, era un adolescente che già lavorava a ritmi sostenuti. Il padre Leopold lo usava un po’ come un fenomeno da baraccone, costringendolo ad esibirsi. E’ lui stesso a raccontare che il figlio avrebbe voluto giocare ma lui lo portava con sé a suonare nei palazzi milanesi. Nella musica composta in quel periodo dal piccolo Mozart emerge proprio tutta la sua voglia di giocare e divertirsi come tutti i suoi coetanei” racconta a Sky tg24 Enrico Saverio Pagano a cui è affidata la direzione dell’orchestra Ildebrando Pizzetti.

Un'orchestra di giovani

Giovanissimo, 23 anni, Pagano guida l’orchestra che lui stesso ha fondato 4 anni fa. “Ho scelto tutti musicisti molto giovani, l’età media è di 25 anni. Sono convinto che proprio per la loro età possano rendere al meglio le opere scritte da Mozart adolescente”. Giovanissima è anche la voce di M@M Mozart a Milano: la soprano Carlotta Colombo, che negli ultimi anni si è già esibita in teatri importanti come la Scala di Milano. E proprio al museo della Scala, sempre il 10 ottobre, ci sarà un’anteprima del concerto con la presentazione di alcuni brani del programma nell’ambito della terza edizione del ciclo di presentazioni “Letture e note al Museo”. In questi giorni, tra l'altro, al Piermarini è in scena "La finta giardiniera" di Mozart.

Il programma, tra capolavori e composizioni poco note

Il programma del concerto spazia dal capolavoro "Exultate Jubilate" a composizioni meno note e poco eseguite che ritraggono un Mozart molto diverso dagli stereotipi e dall’immaginario comune di un compositore e pianista che amava sempre scherzare, come spiega Enrico Saverio Pagano. “Soprattutto da giovane Mozart era molto serio. Certamente anche nella musica di quel periodo c’è però la sua impronta, che è comunque quella di un atteggiamento positivo verso la vita. Una positività che ritroviamo in tutte le sue opere, persino nel "Flauto Magico", scritta un anno prima di morire”.
Un Mozart giovane e più serio dunque ma che ha scritto una musica molto godibile, come sottolinea Pagano. E aggiunge: “Sono composizioni più semplici tecnicamente rispetto a quelle della maturità. Ma nella loro semplicità sono molto più complesse da un punto di vista interpretativo. Bisogna davvero immergersi in quelle note per riuscire a dare un valore aggiunto. Ci sono tante cose non scritte nelle partiture del ‘700. Ad esempio non è mai indicato un crescendo o un diminuendo, il canto non ha mai un segno di forte o di piano. Per questo è fondamentale il ruolo del direttore d’orchestra”.

Mozart e la ricerca di un posto fisso mai arrivato

A Milano Mozart è stato anche uno studente della scuola sinfonica Sammartini, che è stata fondamentale per lo sviluppo e la crescita del compositore. Ha ottenuto incarichi di prestigio e Maria Teresa d’Austria in persona gli ha commissionato un’opera per le nozze del figlio Ferdinando. Per l’occasione, Mozart ha messo in musica “L’Ascanio in Alba” su libretto di Giuseppe Parini, di cui sarà possibile ascoltare un’aria in M@M Mozart a Milano. “Nelle lettere e nelle testimonianze non ci sono cenni a luoghi particolarmente cari al genio salisburghese - racconta Pagano -  Sappiamo che è stato in alcune chiese come San Marco o Sant’Antonio, dove ha suonato "Extultate Jubilate" per la prima volta”. Ma Milano non ha portato fortuna al giovane Mozart. “Ha rappresentato un po’ una delusione per lui. Sperava di ottenere un posto fisso a corte ma l’imperatrice austriaca consigliò al nipote di non assumerlo. Mozart ha passato la vita alla ricerca di un lavoro stabile che non è mai arrivato”. Un posto fisso, e unico, che si è però conquistato nella storia della musica.

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