Susan Sarandon rivela: "Paul Newman mi diede parte del suo stipendio"

Susan Sarandon e Paul Newman in una scena di Twilight (Foto: Getty Images)
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L'attrice ha spiegato che nel film Twilight (1998) il suo compenso era inferiore a quello del collega. Newman allora decise di cederle parte del proprio per colmare il "gender gap". Il racconto dell'episodio arriva nella Giornata internazionale delle donne

L'attrice Susan Sarandon ha scelto la Giornata internazionale della donna per raccontare un episodio sul "gender gap" hollywoodiano che la riguarda in prima persona. Nel 1998 mentre lei e Paul Newman recitavano insieme in Twilight, lui le diede parte del suo stipendio. Il motivo? C’era una differenza tra la retribuzione dell'attore e quella dell'attrice. Newman guadagnava di più. A raccontarlo è stata la stessa Sarandon in un'intervista alla Bbc

"Ti darò parte del mio stipendio"

Quando si scoprì che Newman e Gene Hackman, altro attore scelto per recitare nel film, prendevano uno stipendio più alto della loro compagna di scena, sembra che Newman abbia detto: "Bene, ti darò parte della mia retribuzione". Sarandon paragona il suo caso a quello di Emma Stone che "disse che aveva ottenuto uno stipendio equo, perché i suoi coprotagonisti maschi avevano insistito per darle qualcosa del loro". "Lo stesso è successo a me con Newman ad un certo punto", ha spiegato l'attrice.

La differenza nei compensi

L'attrice ha spiegato che l'accordo iniziale era quello di un "favoured nations", termine che sta a indicare il patto fra un producer e un attore e che assicura che le star abbiano gli stessi termini di contratto delle co-star. In Twilight per tutti e tre gli attori era previsto uno stipendio equo, ma secondo le rivelazioni di Sarandon solo Newman and Hackman avevano avuto i vantaggi del "favoured nations". Così, ricordando la scelta di Newman, l'attrice ha commentato: "È stato un tesoro".

"A Hollywood ci sarà sempre un provino sul divano"

Sarandon non si è fermata solo al ricordo del gesto dell'attore scomparso nel 2008 ma ha commentato anche il caso Weinstein. Ci sarà "sempre un provino sul divano", ha spiegato. "Ma penso che concederti sessualmente, o essere attratti dal potere e voler far sesso con qualcuno che è in una posizione di potere, sia anche una scelta. Quello che non vogliamo è essere sfruttate", ha precisato.

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