Molestie, Brigitte Bardot: "Attrici fanno civette per avere un ruolo"

Brigitte Bardot (Getty Images)
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L'ex attrice simbolo degli anni Cinquanta e Sessanta critica l'ondata di denunce emersa dopo il caso Weinstein, e la definisce "ipocrita, ridicola e senza interesse". Poi racconta: "Mai stata molestata, trovavo affascinante che mi dicessero che ero bella"

Un’ondata di denunce "ipocrita, ridicola e senza interesse". È questo il parere di Brigitte Bardot che si scaglia contro la polemica suscitata dal caso Harvey Weinstein. Secondo l'ex attrice simbolo degli anni Cinquanta e Sessanta, "ci sono molte attrici che fanno le civette con i produttori per strappare un ruolo", come ha detto lei stessa in un’intervista alla rivista Paris Match, in edicola oggi. Bardot ha anche ricordato che "per quanto riguarda le attrici, e non le donne in generale, nella maggior parte dei casi è una cosa ipocrita, ridicola e senza interessa. Occupa il posto di temi importanti che potrebbero essere discussi". 

"Mai stata vittima di molestie sessuali"

L'attrice, oggi 83enne, ha poi affermato di non essere "mai stata vittima di molestie sessuali". "E trovavo affascinante", racconta, "che mi dicessero che ero bella o che avevo un bel sederino...questo tipo di complimenti sono piacevoli". Quanto alle attrici che, secondo lei, "fanno le civette" per ottenere delle parti, "poi vengono a raccontare di essere state molestate...in realtà piuttosto che giovargli, tutto questo finisce per nuocere loro". 

Dichiarazioni a poca distanza da appelo di Deneuve

Le dichiarazioni di Brigitte Bardot arrivano dopo che, la settimana scorsa, un centinaio di donne - intellettuali e artiste in maggior parte - fra le quali anche Catherine Deneuve, avevano firmato una tribuna su Le Monde per difendere "la libertà di importunare". L'intervento, però, era stato molto criticato anche da altre donne che hanno preso la parola in favore della campagna mediatica #metoo lanciata per denunciare le molestie e eletta personaggio dell'anno 2017 da Time. Deneuve aveva quindi scritto una nuova lettera sul sito web di Liberation facendo una serie di precisazioni sull'appello e ribadendo: "Non ho mai detto che nelle molestie ci sia qualcosa di buono".

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