Applausi per 'Un americano a Parigi' al Carlo Felice

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All'inizio minuto di silenzio per le vittime del ponte Morandi

 Un minuto di silenzio in ricordo delle vittime del Ponte Morandi ha aperto la stagione lirica del Carlo Felice a Genova. Tra gli ospiti la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, accompagnata dal Presidente della Regione Toti e dal Sindaco Bucci. Direttamente dallo Chatelet di Parigi dove aveva debuttato nel 2014 è arrivato il musical "An American in Paris" presentato con i dialoghi in italiano e le canzoni in inglese.
    Lo spettacolo, coprodotto dal Carlo Felice con la WEC (World Entertainment Company), è il frutto di una complessa operazione "chirurgica". Come è noto Gershwin compose nel 1928, "Un americano a Parigi", sorta di colorito poema sinfonico, una delle sue partiture più felici. Nel 1951 alla partitura si ispirò Vincent Minnelli per un celebre film con Gene Kelly. E alla trama cinematografica si ispira ora il musical, sia pure con qualche elemento di differenziazione. Il librettista Craig Lucas ha ripreso un procedimento che nel Settecento si usava nel teatro lirico con la cosiddetta forma del "pasticcio": un'opera, cioè costruita su celebri temi musicali preesistenti adattati a una trama nuova. Lucas, per dare respiro musicale al lavoro, ha infatti inserito nella struttura drammaturgica una serie di songs del compositore americano (da "I got rythm" a "The man I love"), giustificandone la collocazione in base al racconto. Non mancano le pagine più celebri come "Rapsodia in blue" o il Concerto in fa: non a caso, uno dei protagonisti è un pianista. E "Un americano a Parigi" sarà la base del balletto danzato dalla protagonista Lisa quasi al termine dello spettacolo.
    Lo spettacolo è stato calorosamente applaudito. Merito innanzitutto dell'aspetto visivo affidato al regista e scenografo Federico Bellone, uno specialista nel genere.
    Bellone,lavorando sulle potenzialità del palcoscenico circolare che consente continui cambi di scena, ha creato un'azione spigliata, brillante, calata in una struttura dalle atmosfere parigine: una grande cornice campeggia come sfondo e al suo interno si susseguono proiezioni di quadri impressionisti.
    Lodevoli anche le coreografie di Fabrizio Angelini, per varietà e brillantezza. Qualche dubbio sulla lettura musicale del direttore Daniel Smith, eccessivamente sonora (da rivedere l'amplificazione) e poco duttile.
    Molto bene, infine, tutto il cast: si citano Giuseppe Verzicco (Jerry),Marta Melchiorre (Lise), Simone Leonardi (Henri),Tiziano Edini (Adam)e Alice Mistroni (Milo).(ANSA).
   

Data ultima modifica 13 ottobre 2018 ore 12:32

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