L'Oriente fantastico di Puccini, Chini e Caramba

Toscana
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Al Museo del Tessuto di Prato mostra incentrata su Turandot

(ANSA) - FIRENZE, 30 MAR - Un omaggio alla storia del teatro lirico e dell'arte del primo ventennio del Novecento. E' 'Turandot e l'Oriente fantastico di Puccini, Chini e Caramba', mostra al Museo del Tessuto di Prato in programma dal 22 maggio al 21 novembre, frutto di un lavoro di ricerca compiuto dopo lo straordinario ritrovamento di un nucleo di costumi e gioielli di scena risalenti alla prima assoluta della Turandot di Puccini e provenienti dal guardaroba privato del grande soprano pratese Iva Pacetti.
    Tutto inizia nei primi mesi del 2018 quando al Museo viene offerto di acquisire un baule appartenuto alla cantante e risultato poi custodire, secondo gli studi eseguiti, due costumi e due gioielli di scena disegnati e realizzati dal costumista della Scala Luigi Sapelli, in arte Caramba, per il debutto assoluto della Turandot - avvenuto il 25 aprile 1926, con la direzione di Arturo Toscanini e le scenografie di Galileo Chini - e indossati da Rosa Raisa, primo soprano della storia a interpretare il ruolo della 'Principessa di gelo'. Partendo da questa scoperta l'obiettivo dell'esposizione è stato poi ricostruire le vicende che hanno portato Puccini a scegliere Chini per la realizzazione dell'allestimento.
    La mostra per questo è stata organizzata insieme all'Ateneo fiorentino nel cui Museo di Antropologia e etnologia è conservata una collezione di oltre 600 cimeli orientali riportati da Chini dal suo viaggio in Siam nel 1913. La mostra si avvale poi della collaborazione dell'Archivio storico Ricordi di Milano e della Fondazione Giacomo Puccini di Lucca. Tra gli enti che hanno concesso opere in prestito il Museo teatrale alla Scala e l'Archivio storico documentale Teatro alla Scala, la Galleria d'Arte moderna di Palazzo Pitti, la sartoria Devalle di Torino, l'Archivio Corbella, la Società Belle arti di Viareggio e privati.
    Al Museo del Tessuto insieme ai costumi e ai gioielli di scena ritrovati a Prato e ad altri dello stesso debutto, 120 opere della collezione dei cimeli del Museo di Antropologia di Firenze, tra tessuti, costumi e maschere teatrali, porcellane, strumenti musicali, sculture, armi e manufatti d'uso, una sezione dedicata alle scenografie per la Turandot con cinque bozzetti finali. (ANSA).
   

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