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Intesa SanPaolo, l’ad di Ubi Massiah: “È solo una proposta, iter complesso e non scontato”

Ubi, esito offerta Sanpaolo non scontato

4' di lettura

In una lettera ai dipendenti il Ceo del gruppo ha detto di aver appreso la notizia da un comunicato stampa. Nel frattempo il cda di Ubi ha “preso atto” dell’offerta. Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri: “Bene un consolidamento del sistema bancario”

L’offerta “rappresenta, per il momento, solo una proposta”, che in ogni caso “prima di diventare progetto dovrà passare attraverso un complesso, e per nulla scontato, iter autorizzativo delle autorità vigilanti e di approvazione da parte delle assemblee”. In una lettera inviata ai dipendenti l’amministratore delegato di Ubi Banca, Victor Massiah, è intervenuto sull’offerta pubblica di scambio volontaria sulla totalità delle azioni lanciata a sorpresa su Ubi da Intesa SanPaolo. Nel documento si ribadisce come l’offerta non fosse stata concordata né resa nota al consiglio di amministrazione o al management di Ubi, che ha invece appreso la notizia da “un comunicato stampa”. La lettera di Massiah al personale è stata inviata nel giorno del cda del gruppo bancario, che ha “preso atto” dell’Ops di Intesa, come ha fatto sapere all’uscita dalla riunione il consigliere Ferruccio Dardanello.

Dardanello: "Offerta soprendente"

“L’offerta di Intesa è sorprendente, credo che abbia sorpreso tutti”, ha spiegato Dardanello. In mattinata sulla vicenda era intervenuto anche il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, secondo cui “è importante ci sia un consolidamento del nostro sistema bancario” ma “è bene che la politica stia fuori”. Se l’operazione dovesse concretizzarsi, nascerebbe un gruppo del valore di 48 miliardi di euro che gestirebbe 1,1 trilioni di euro di risparmi diventando la terza banca europea per capitalizzazione e la settima per ricavi (21 miliardi di euro).  (LA CLASSIFICA DEI PRIMI 15 GRUPPI BANCARI IN EUROPA).

Advisor per valutare offerta e alternative

Secondo quanto comunicato dall’ad di Ubi ai dipendenti, l’offerta di Intesa sarà depositata in Consob entro il 7 marzo prossimo. “Prima dell’inizio del periodo di adesione, previsto entro fine giugno, il cda di Ubi dovrà esprimersi al riguardo, a valle di una adeguata istruttoria”, ha precisato Massiah. “Qualunque sia lo scenario futuro che ci attende - prosegue il Ceo - il modo migliore per poterlo affrontare è continuare a lavorare con l’impegno di sempre, senza minimamente allentare l’attenzione e la focalizzazione sugli obiettivi che ci siamo dati”. Nel frattempo il cda di Ubi gli ha conferito la delega per la nomina degli advisor finanziari e legali che assisteranno il gruppo di credito nella valutazione del documento di offerta di Intesa, “con le alternative possibili”.

Gros-Pietro: operazione “geniale”

Un consolidamento del settore bancario era auspicato da tempo, soprattutto dalla Vigilanza. Ciò che non ci si aspettava è che Intesa giocasse d’anticipo facendo la prima mossa. “Ubi è la migliore combinazione per Intesa e uniti saremo più forti”, ha commentato Messina. A lui si è allineato il presidente di Intesa, Gian Maria Gros-Pietro, che ha definito la mossa “geniale”. Gli azionisti hanno premiato la decisione dell'istituto di credito: nella giornata dell’offerta pubblica, Intesa è salita del 2,36% (2,6 euro) e Ubi del 23,5% (4,31 euro). Piazza Affari ritiene conveniente per gli azionisti di Ubi aderire all’Ops, in quanto il controvalore delle 17 azioni Intesa è superiore a quello delle 10 di Ubi previste dall’offerta: le prime valgono complessivamente 44,2 euro, le seconde 43,1 euro.

Messina: “Nuovo capitolo della nostra storia”

Secondo Messina l’offerta apre un “nuovo capitolo della storia di questo gruppo”. Agli azionisti di Intesa l’amministratore delegato ha assicurato un dividendo di 0,2 euro sul 2020 e superiore a 0,2 euro sul 2021. L’offerta, che permetterà all’istituto di superare i 6 miliardi di utile a partire dal 2022, non è “amichevole dal punto di vista tecnico, ma non avevamo altro modo per farla”, ha proseguito l’ad, che auspica ora che il vertice di Ubi possa considerarla come tale. Messina è fiducioso che l’offerta riceva il via libera della Banca centrale europea, perché la “mossa è in linea con le aspettative della Vigilanza”.

L'iter della decisione

La valutazione dell’operazione ha avuto inizio circa un mese fa, quando Intesa ha avviato i contatti con l’advisor Francesco Canzonieri di Mediobanca. Poi ci sono stati quelli con le altre due parti - Bper e Unipol - e infine nelle ultime settimane c’è stata una accelerazione, anche alla luce della continua crescita del titolo di Ubi. Fino all’epilogo di lunedì, con la riunione dei cda dei tre gruppi coinvolti e l’invio della documentazione alla Consob. Poco prima di mezzanotte la comunicazione al mercato con la successiva telefonata di Messina a Massiah, che si trovava a Londra per la presentazione del nuovo piano industriale del gruppo. Messina ha detto che Massiah gli ha riferito di “sentirsi in imbarazzo, essendo in presenza del nuovo piano” ma che “ci risentiremo”. Per l’ad di Intesa, Massiah “potrà assumere una posizione di prima linea nel management”.

Data ultima modifica 19 febbraio 2020 ore 14:48

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