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Tredicesima 2019, come si calcola e quando viene pagata: tutto quello che c'è da sapere

3' di lettura

Pensata come una gratifica prima dell'arrivo del periodo natalizio, dal 1960 è riconosciuta a lavoratori dipendenti e pensionati. Solitamente arriva nel mese di dicembre ed ammonta alla cifra lorda di uno stipendio

Dicembre oltre al mese delle feste natalizie è anche quello della tredicesima. Ne hanno diritto i lavoratori dipendenti e i pensionati che alla fine dell’anno si vedono accreditato quello che è a tutti gli effetti uno stipendio in più. Ideata come una gratifica prima dell'arrivo del periodo natalizio, la tredicesima fa il suo debutto in Italia nel 1937, quando ne beneficiano per la prima volta gli operai industriali. Con il passare degli anni sempre più categorie hanno adottato questa pratica e, a partire dal 1960 (con il Decreto del presidente della Repubblica n. 1070), è diventata obbligatoria. La tredicesima mensilità è regolata dal contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) di riferimento, ragione per la quale il calcolo dell'importo e la data di erogazione possono variare in base alle diverse categorie ma orientativamente corrisponde ad un dodicesimo dell'intera retribuzione annua.

Come si calcola

Se infatti il dipendente ha lavorato per un anno intero, o il pensionato ha cominciato a ricevere la pensione il primo gennaio, l'importo della tredicesima è pari a una mensilità. Nel caso contrario, invece, la gratifica natalizia viene calcolata in proporzione ad ogni mese di lavoro prestato nell'anno solare, o di pensione ricevuta. Ad esempio, spiega l'Inps, "per un lavoratore che ha lavorato dal 1 aprile al 31 dicembre con una retribuzione mensile di 600 euro il calcolo da eseguire è 600 euro x 9(mesi lavorati):12 = 450 €". In sostanza il lavoratore dipendente ha diritto a tanti dodicesimi quanti sono i mesi effettivamente lavorati. Il periodo di riferimento per il calcolo dei 12 ratei è dall'1 gennaio al 31 dicembre.

Gli elementi che contribuiscono al calcolo

Nel calcolo della tredicesima vengono conteggiati anche i periodi di assenza retribuita dal lavoro come, ad esempio, le ferie, il congedo per maternità, il congedo matrimoniale, ma anche l'indennità integrativa speciale e il salario d'anzianità. Mentre diverse fattispecie di assenze non rientrano nel calcolo, tra cui, lo sciopero e le aspettative non retribuite. Per quanto riguarda, invece, i lavoratori part-time, il calcolo è speculare a quello dei dipendenti a tempo pieno e viene effettuato in proporzione all'orario di lavoro effettivamente svolto.

Quando arriva

La tredicesima non viene erogata in un'unica data per tutti e dipende dal Ccnl e dagli acccordi che intercorrono con il singolo datore di lavoro. Solitamente però viene corrisposta nei giorni precedenti il 25 dicembre. I pensionati la ricevono insieme alla pensione di dicembre, così come diversi lavoratori dipendenti che, nell'ultimo mese dell'anno, hanno la percezione di ricevere lo stipendio raddoppiato. In alcuni casi, invece, in deroga al Ccnl, il datore di lavoro si può accordare con il lavoratore per l'erogazione del rateo della tredicesima mensilmente. In questo caso la gratifica viene spalmata nelle 12 mensilità.

Tassata anche la tredicesima

Così come avviene per le altre mensilità, anche per la tredicesima è previsto il calcolo delle imposte e dei contributi previdenziali. A differenza delle altre, però, il netto è più basso perché è tassata di più e non beneficia delle detrazioni che spettano in busta paga.

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