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Mes, bozza maggioranza: escludere ristrutturazione automatica debito

3' di lettura

"Escludere qualsiasi elemento che implichi una ristrutturazione automatica del debito pubblico": è il primo degli impegni che la maggioranza indica al Governo per la trattaiva in UE. La bozza di risoluzione. Mercoledì dibattito alla Camera

Mercoledì alla Camera è in agenda il dibattito sulla riforma del Fondo Salva Stati: e la maggioranza lavora a una risoluzione con cui impegnare il governo nel negoziato coi partner europei. Su due punti principali: escludere sia il discusso automatismo sulla ristrutturazione del debito sia qualsiasi restrizione riguardante i titoli di stato. Vediamoli nello specifico, questi due aspetti che emergono dalla bozza anticipata dalle agenzie di stampa.

"No alla ristrutturazione del debito"

"Escludere qualsiasi elemento che implichi una ristrutturazione automatica del debito pubblico": è il primo degli impegni che la maggioranza indica al Governo in questa bozza di risoluzione. Il punto è stato oggetto di aspre polemiche politiche (Lega e FdI hanno accusato il premier Conte di voler cedere un altro pezzetto di sovranità nazionale con questa norma), ma non è chiarissimo neanche nella formulazione attuale dell’ESM, European Stability Mechanism. Il ministro dell'economia Gualtieri ha escluso che si possa interpretare con quel modo il testo della riforma. Tagliare la testa al toro, insomma: no a opzioni che contemplino il potere, per le istituzioni europee, di imporre la ristrutturazione del debito pubblico ai Paesi che facciano ricorso al Salva Stati. Ristrutturare vuol dire anche non restituire parte dei soldi presi in prestito: i nostri titoli di stato rischierebbero di diventare carta straccia.

Il nodo dei titoli di stato

E siamo di conseguenza al secondo punto. La bozza impegna il Governo ad escludere "in ogni caso interventi di carattere restrittivo sulla dotazione di titoli sovrani da parte di banche e istituti finanziari, e comunque la ponderazione dei titoli di stato attraverso la revisione del loro trattamento prudenziale". È una formula tecnica un po’ ostica, ma in sostanza diversi Paesi del nord Europa vorrebbero che i titoli del debito pubblico venissero ‘ponderati’ (ossia pesati per la quantità di debito pubblico del paese emittente e per il suo rating). Il rischio di mandare in difficoltà il sistema bancario italiano (i nostri istituti hanno in pancia molte migliaia di miliardi di BTP, che perderebbero molto valore) è stato sottolineato con forza anche dal governatore di Bankitalia, Ignazio Visco.

"Assicurare equilibrio"

In generale, nella bozza si legge che il Governo deve assicurare "l'equilibrio complessivo dei diversi elementi al centro del processo di riforma dell'Unione economica e monetaria". Si fa riferimento quindi "alla logica del pacchetto" e si chiede esplicitamente "un approfondimento" dei "punti critici del pacchetto di riforme". Bisogna "lavorare in Ue - si legge nella bozza - per un significativo passo avanti nel negoziato sul quadro finanziario pluriennale 2021-2027, avvicinandosi al compromesso finale per evitare ritardi che potrebbero avere gravi ricadute sulla programmazione e l'efficiente impegno delle risorse per la coesione sociale e territoriale senza pregiudicare la qualità del risultato finale".

Giammarioli: MES non salva banche tedesche

Con la riforma del MES non è possibile che i soldi italiani salvino le banche tedesche, o viceversa. Così il Segretario generale del Mes, Nicola Giammarioli, in un’intervista rilasciata all’ANSA. Il paracadute (backstop) non servirà "per salvare le banche nel Paese X o Y ma per dare risorse al fondo Srf, alimentato delle banche, nel caso estremo in cui si esaurisca. Il denaro che ci deve ridare è del fondo Srf e indirettamente di tutte le banche Ue, non dei cittadini".

 

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