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Ferretti rinuncia a quotazione in Borsa: "Situazione dei mercati difficile"

I titoli delle 18 di Sky TG24 del 17/10

3' di lettura

Il Gruppo bolognese leader nella cantieristica navale ha ritirato l’Ipo dopo aver piazzato l'intero pacchetto di azioni, pari al 30% del capitale, a 2 euro ciascuna, per deviare su un collocamento privato. L’ad: “Riprenderemo dopo che dimostreremo quanto valiamo”

Ferretti rinuncia alla quotazione in Borsa. Il Gruppo bolognese attivo nel settore della cantieristica navale e leader nella vendita di yacht di lusso, fondato nel 1968 da Alessandro e Roberto Ferretti, ha deciso di ritirare l’Ipo (l’offerta al pubblico dei titoli societari) e di non approdare più in Piazza Affari dopo aver piazzato l'intero pacchetto di azioni, pari al 30% del capitale, a 2 euro ciascuna, per deviare su un collocamento privato. Un improvviso cambio di rotta, giustificato dal "deterioramento delle condizioni dei mercati finanziari".

Il prezzo dell’offerta non è piaciuto agli azionisti

Il prezzo dell'offerta non è piaciuto infatti agli azionisti, il gruppo cinese Weichai (86%) e Pietro Ferrari (11%), che erano partiti da una richiesta iniziale di 2,5-3,7 euro per azione, tagliata poi a 2-2,5 euro su proposta delle banche. Troppo poco, secondo l'amministratore delegato Alberto Galassi, per un Gruppo che ha chiuso i 9 mesi con ordini in crescita del 18% e il Mol (margine operativo lordo) del 25% e che si aspetta di vederlo salire del 20% a fine anno.

L’abbandono temporaneo del progetto

Da qui la decisione di abbandonare temporaneamente il progetto, come precisato dal presidente Tan Xuguang, numero uno anche di Weichai Group, secondo il quale Ferretti "continuerà a ottimizzare l'allocazione delle risorse dal mercato finanziario e individuare il momento giusto per la quotazione quando la situazione sui mercati finanziari si sarà stabilizzata".

L’ad Galassi: "Collocazione privata dopo il bilancio"

"Prima Ferretti chiuderà il bilancio e farà vedere quanto vale - gli ha fatto eco l’amministratore delegato Alberto Galassi - poi procederà con un private placement (collocamento privato di azioni)", dato che ha in corso colloqui "con alcuni investitori da mesi". "Il book è stato chiuso e allocato tutto - ha spiegato il manager - ma a prezzi bassi, perché i mercati non sono amici di nessuno, né in Italia né negli altri Paesi". Così lo sbarco in Borsa "riprenderà dopo che avremo fatto vedere quanto valiamo e insieme a un nuovo socio", che potrebbe arrivare fino al 30% del capitale, come previsto per il progetto iniziale di Ipo, per poi diluire la quota di tutti e 3 i soci in caso di un nuovo tentativo di quotazione. Dal progetto appena annullato, però, Galassi ha ricevuto una conferma "importante" per l'operato del Gruppo. "La cosa più bella dell'Ipo che abbiamo fatto - ha confidato - è stato il sostegno degli investitori italiani, in particolare Generali, Mediolanum, Fideuram e Kairos".

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