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Corte dei Conti: “Rischi gravi da taglio shock delle tasse”

3' di lettura

Secondo il procuratore generale Alberto Avoli, un riordino delle deduzioni fiscali e un riassetto delle tasse è una priorità, ma uno “shock fiscale”, senza coperture nel breve termine, "potrebbe avere ripercussioni gravi”

La Corte dei Conti mette in guardia sull’ipotesi di un “taglio shock” delle tasse. Il procuratore generale Alberto Avoli ha spiegato che un riordino delle deduzioni fiscali e un riassetto delle tasse è una priorità, ma lo “shock fiscale” evocato da alcuni, senza coperture nel breve termine, "potrebbe avere ripercussioni gravi, tali da annullare o ridurre molto i benefici della rimodulazione delle aliquote” (SALVINI PROPONE SHOCK FISCALE - IL VICEPREMIER: TAGLIO TASSE O ME NE VADO) . Avoli, nel giudizio sul rendiconto generale dello Stato 2018, si è anche soffermato sul Reddito di Cittadinanza: "Da molteplici fonti attendibili sembra assodato che il costo complessivo della riforma stia rispettando le previsioni ed anzi si stia mantenendo nella sua forbice più prudente” (TRIA: TAGLIO TASSE NOSTRO OBIETTIVO).

Avoli: debito costo gigantesco

Avoli nel suo giudizio ha ricordato anche che "l'indebitamento, in valore assoluto, non può essere incrementato a dismisura. Il debito italiano ha probabilmente raggiunto i limiti massimi di sostenibilità" e "ha un costo finanziario gigantesco. Il debito attuale finirà per colpire le generazioni future, forse addirittura tre o quattro”. Un commento anche sulla questione delle autonomie: "Assai deleteri sarebbero gli effetti delle autonomie trainanti, se essi finissero per far crescere solo alcune Regioni, chiuse in una visione territoriale puramente localistica”, ha detto il procuratore generale. "L'autonomia trainante può avere un senso istituzionale proprio se ed in quanto si erge come locomotiva per tutte 4 le autonomie ordinarie, ponendosi come volano di crescita e di sviluppo".

Corte Conti: incertezze su stima crescita 2019 a 0,2%

Nelle udienze sul rendiconto generale dello Stato, è intervenuto anche il presidente di coordinamento delle Sezioni riunite della Corte dei Conti, Ermanno Granelli,, che nella sua relazione ha spiegato come la stagnazione della crescita italiana nel 2018 ha determinato un effetto di trascinamento sugli anni a venire "che non è agevole rimontare" e "anche un tasso medio annuo di crescita del Pil molto modesto, come quello ora stimato a livello ufficiale (0,2%), presupporrà una ripresa delle attività economiche nel corso dei prossimi trimestri non priva di incertezze".

“Preoccupano tendenze della spesa statale”

Granelli ha commentato anche le tendenze della spesa statale: "Elementi ulteriori di preoccupazione e nuove tensioni sembrano emergere da una attenta lettura”. Secondo Granelli, se si scorporano dalla spesa statale operazioni straordinarie come salvataggi bancari e imposte differite, i risultati del 2018 sono "meno rassicuranti" con un +6% di spesa pubblica sia corrente che per investimenti, aumentati "in misura considerevole" (+3 miliardi rispetto al 2017) per l'accelerazione dei contributi agli investimenti delle imprese.

Granelli: evasione fiscale particolarmente alta

Granelli si è soffermato anche sull’evasione fiscale, che fa registrare un "anomalo livello” che caratterizza la situazione italiana, in particolare nell'Iva e nelle imposte sui redditi. Granelli ha notato che dalla rottamazione delle cartelle, al 31 dicembre 2018, a fronte di crediti originari per oltre 45 miliardi e istanze di adesione per circa 37 miliardi, i contribuenti avrebbero dovuto corrispondere circa 21,8 miliardi: "dell'importo atteso risultano, invece, incassati a titoli di definizione agevolata solo 10,4 miliardi”. Una buona notizia arriva dai tempi di pagamenti delle Pa. Nel 2018 "il fenomeno dei ritardi nei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, pur se ancora distante da una soluzione definitiva, risulta essersi attenuato, con 2,3 milioni di fatture (su un totale di quattro milioni) pagate in media in 47 giorni rispetto ai 55 del 2017”.

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