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Bankitalia taglia le stime sul Pil per il triennio 2019-2021

2' di lettura

Previsto un aumento del prodotto interno lordo solo dello 0,3% per quest’anno, dello 0,7% per il prossimo e dello 0,9% nel 2021. L'istituto si riserva un'ulteriore correzione per tenere conto "della revisione al ribasso dell'Istat per il primo trimestre"

Il Pil italiano aumenterà solo dello 0,3% quest'anno, dello 0,7% il prossimo e dello 0,9% nel 2021. Queste sono le stime riviste e tagliate dalla Banca d'Italia per gli anni 2019-2021. L'Istituto si riserva poi un'ulteriore correzione, nel bollettino economico che sarà diffuso a luglio, per tenere conto "della revisione al ribasso dell'Istat per il primo trimestre".

Bankitalia: "Maggiore debolezza della domanda estera"

A causare la revisione al ribasso di Bankitalia rispetto a gennaio è il rapporto con gli altri Paesi. La stima riflette "la maggior debolezza della domanda estera osservata negli ultimi mesi e il protrarsi di condizioni di elevata incertezza nei sondaggi presso le imprese". L'analisi è stata elaborata dagli esperti della Banca d'Italia nell'ambito dell'esercizio coordinato dell'Eurosistema. Rispetto "alle nostre precedenti proiezioni, pubblicate nel Bollettino economico di gennaio - rileva l'istituto centrale - la stima di crescita è inferiore di 3 decimi di punto percentuale quest'anno, 2 decimi nel 2020 e 1 decimo nel 2021" e sono basate sulle informazioni disponibili al 15 maggio, per la formulazione delle ipotesi tecniche, e al 22 maggio, per i dati congiunturali".

Possibile modifica della stima nel prossimo bollettino

La stima "non tiene conto della lieve revisione al ribasso della crescita del Pil nel primo trimestre diffusa dall'Istat il 31 maggio rispetto al dato preliminare del 30 aprile", fanno sapere da Bankitalia specificando che "una più ampia discussione del quadro previsivo per l'economia italiana verrà presentata, come di consueto, nel Bollettino economico della Banca d'Italia in uscita il prossimo 12 luglio".

Lo scenario internazionale

Le proiezioni tengono conto del forte indebolimento dello scenario internazionale osservato all'inizio di quest'anno e ne ipotizzano un lento e graduale miglioramento nel corso del prossimo biennio, in linea con le valutazioni dei principali previsori. "In accordo con le linee guida dell'Eurosistema e come nelle proiezioni della Commissione europea - spiega l'istituto centrale - lo scenario non incorpora gli effetti dell'aumento delle imposte indirette previsto dalle clausole di salvaguardia per il biennio 2020-21 né interventi sostitutivi per compensare il mancato gettito".

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