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Tensioni nel governo, lo spread tocca quota 290 punti. Tria: "Nervosismo ingiustificato"

3' di lettura

Il differenziale di rendimento è arrivato a un livello che non si vedeva da dicembre, poi chiude a 284,5. Salvini minimizza: "Prima il lavoro”. Sulla stessa linea Di Maio: "Mi interessano di più le famiglie". Per Conte "rialzo dovuto alla competizione elettorale"

Giornata di tensione sul debito pubblico italiano, con lo spread che intorno all’ora di pranzo ha toccato quota 290 punti, livello che non si vedeva dal dicembre 2018 prima della conclusione positiva del braccio di ferro con l'Unione europea sui conti pubblici. Il differenziale Btp/Bund è poi sceso per chiudere la seduta a 284,5 punti. Secondo diversi analisti i mercati si sono messi sulla difensiva dopo che ieri il vicepremier Matteo Salvini, nell’ambito del duro dibattito in corso tra Lega e Movimento 5 stelle, ha detto che "se servirà infrangere alcuni limiti del 3% o del 130-140%, tiriamo dritti". Parole a cui Di Maio aveva replicato seccamente: “Basta sparate”. Sull’andamento dello spread oggi è intervenuto il ministro dell’Economia Giovanni Tria: “Il nervosismo dei mercati è ingiustificato ma comprensibile alla vigilia di queste importanti elezioni europee". Mentre per Salvini prima dello spread “viene il lavoro”. Anche Di Maio minimizza: “Più dello spread mi interessano le famiglie, i cittadini italiani”, anche se “è chiaro che ci vuole responsabilità”, dice. Più allarmato il tono del premier Giuseppe Conte: “Lo spread in rialzo? Al presidente del Consiglio non ha fatto piacere, lo ricollego alla competizione elettorale, che crea evidentemente agitazione sui mercati", afferma. Dall’opposizione attacca il segretario Pd Nicola Zingaretti: “Frasi stupide come quelle di Salvini sullo sforamento del 3% fanno solo schizzare lo spread e aumentare i mutui".

Tria: “Obiettivi finanza pubblica restano quelli del Def”

Secondo il ministro Tria l’allarmismo dei mercati sullo spread è ingiustificato “perché gli obiettivi di finanza pubblica del governo sono quelli proposti dal governo stesso e approvati dal parlamento con il Documento di economia e finanza", afferma.

Salvini: “Prima dello spread viene il lavoro”

Salvini intanto insiste sulla ridiscussione dei vincoli di Bruxelles: “Se per ridare il lavoro bisogna discutere di vincoli europei che non funzionano, bisogna farlo", afferma il leader della Lega, che si dice “assolutamente” non preoccupato per l'impatto sullo spread delle sue parole. Nessuna preoccupazione, dice, "perchè prima viene il diritto al lavoro, alla vita ed alla salute degli italiani”.

Di Maio: “Più dello spread mi interessano le famiglie”

Nonostante i forti dissidi delle ultime ore, Di Maio pronuncia parole più o meno sulla stessa linea di Salvini: "Più dello spread mi interessano le famiglie, i cittadini italiani, ma è chiaro che ci vuole responsabilità”, afferma il leader del M5s. “Quello che interessa i cittadini è garantire la stabilità, andare avanti, evitare tensioni sociali e finanziarie".

Conte: "Rialzo dovuto alla competizione elettorale"

Al premier Conte, invece, lo spread in rialzo “non ha fatto piacere”, dice lui stesso, che però attribuisce le tensioni sul differenziale “alla competizione elettorale, che crea evidentemente agitazione sui mercati". "Tutti i partiti - ha aggiunto il premier - sono impegnati per raggiugere dei successi, stanno rimarcando il territorio politico, ci sono dichiarazioni anche molto forti, ma confido che tutto venga ricondotto in ordine il giorno dopo le elezioni europee", conclude Conte.

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