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Ikea: addio a Verona per troppe incertezze. L’assessore: "Progetto irrealizzabile"

I Titoli delle 8 del 9/4

3' di lettura

Il colosso svedese dice addio al progetto che avrebbe portato 1000 posti di lavoro nella città veneta. Scoppia la polemica politica. L’opposizione in consiglio comunale attacca: “Il Comune ha giocato male una partita strategica”

Troppe incertezze e un cambiamento di idee da parte dell'amministrazione pubblica rispetto al progetto iniziale, e Ikea dice addio alla realizzazione di un proprio polo commerciale a Verona. La comunicazione è arrivata ieri da Paolo Del Mastro Calvetti, responsabile sviluppo del colosso svedese dell'arredamento, al Comune scaligero. Viene così messa la parola fine su un piano che avrebbe creato mille posti di lavoro, oltre a generare un indotto stimato in 250 milioni di euro, nell'area della “Marangona” a sud-est del capoluogo, di proprietà del Consorzio Zai-Quadrante Europa. E mentre a livello locale scoppia la polemica politica, l’amministrazione parla di “ennesima fandonia raccontata ai veronesi” e di progetto “irrealizzabile”.

Dalla firma al mancato accordo

La firma all'accordo con Ikea venne apposta per la prima volta nel 2015 dall'allora sindaco Flavio Tosi, con la previsione di un grande punto vendita e un centro commerciale, sul modello del “Tiare” realizzato a Villesse (Gorizia). L'accordo definitivo fu sottoscritto nel giugno 2016: su 280 mila metri quadri complessivi, una superficie commerciale di 120 mila, metà dei quali riservati alla vendita, e come opera compensativa 4,5 chilometri di variante alla Statale 12, per un valore di circa 14 milioni di euro. Il nuovo sindaco Federico Sboarina aveva però imposto un primo stop, sostenendo la non realizzabilità del progetto in quell'area e ipotizzando invece la costruzione di un palasport, sempre a carico di Ikea. A giugno scorso la stessa Ikea aveva già espresso “stupore e disappunto”, tra l'altro per aver appreso del cambio di rotta attraverso la stampa. Ora la decisione di ritirarsi è diventata definitiva, presa “anche in ragione delle più generali valutazioni strategiche che Ikea sta svolgendo a livello internazionale”.

La polemica politica

“Il Comune ha giocato male una partita strategica per l'intera area veronese”, ha commentato la vicecapogruppo del Pd in Consiglio regionale Orietta Salemi. Ma a fare morire il progetto, secondo Ilaria Segala, assessore all'Urbanistica del Comune, “è stata certamente l'incertezza, ma quella di chi per 5 anni ha preso in giro la multinazionale, facendo credere miracoli che non sono stati portati a casa. Le incertezze sono state allora, a cominciare da quelle di 8 anni fa, quando addirittura si era partiti sull'area Biasi. L'operazione verità, contro ogni tentennamento, l'ha fatta l'amministrazione Sboarina, dicendo subito chiaramente che quel progetto non era realizzabile".

Lo spot Ikea sul congresso di Verona

Che tra Verona e Ikea non scorra buon sangue lo si è percepito recentemente anche in occasione del recente Congresso mondiale delle famiglie, ospitato in riva all'Adige (FOTO DEL CORTEO FEMMINISTA - FOTO DELLA MARCIA DEL CONGRESSO), contro cui la multinazionale ha postato un tweet ironico e uno spot televisivo con lo slogan "Naturale no?".

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