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Bolletta dell’acqua, in Italia si spendono in media 426 euro all’anno

I titoli di Sky Tg24 delle 18 del 22/03/2019

3' di lettura

Studio dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva: la Toscana è la regione in cui si paga di più (676 euro), il Molise quella meno esosa (153 euro)

Quanto si spende ogni anno per l’acqua in casa? La risposta arriva da uno studio di Cittadinanzattiva che ha calcolato, nel 2018, in 426 euro la spesa media delle famiglie in Italia, con un aumento del 2,9% (12 euro), rispetto al 2017. L’indagine, diffusa in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, è dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva che ha realizzato il dossier su famiglie fino a tre componenti e con un consumo medio di 192 mc all’anno.

La spesa media annua per l'acqua in Italia regione per regione (fonte: Cittadinanzattiva)

La bolletta dell’acqua nelle città

Tra le città, Grosseto e Siena si confermano i capoluoghi di provincia più cari, con una spesa media a famiglia di 753. Al terzo posto Pisa dove la bolletta ammonta a 749 euro annui. Isernia, invece, resta ancora la città più economica con 120, seguita da Milano (149) e da Trento (153). Incremento record a Teramo (+14,3%) e Gorizia (+14,2%). (IL SINDACO SALA: A MILANO BEVETE QUELLA DEL RUBINETTO)

Le città italiane con la bolletta dell'acqua più cara (fonte: Cittadinanzattiva)

La bolletta dell’acqua nelle regioni

Andando a dare un'occhiata alle bollette delle regioni, quelle più esose arrivano alle famiglie di Toscana (676), Umbria (536), Marche (512) ed Emilia Romagna (511). La regione più economica è ancora il Molise con 153 l'anno, che detiene però anche il primato negativo della dispersione idrica (68%, rispetto al 36,4% della media nazionale). Il maggior incremento tariffario (+9%) si registra in Friuli Venezia Giulia. Solo in Calabria la tariffa resta invariata rispetto al 2017.

Le città italiane con la bolletta dell'acqua meno cara (fonte: Cittadinanzattiva)

Le disparità fra città della stessa regione

Dall’analisi di Cittadinanzattiva vengono fuori anche notevoli disparità fra i capoluoghi di provincia della stessa regione, ad esempio nel Lazio, Sicilia, Liguria, Toscana, Lombardia e Calabria, dove la forbice della spesa sostenuta annualmente dalle famiglie può superare i 300 euro. Un esempio? La Sicilia, dove si passa dai 715 di Enna, capoluogo siciliano più costoso, ai 215 di Catania, capoluogo meno caro.

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