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Occupazione ai livelli pre-crisi: un confronto con il passato

Il Quarto Stato, di Giuseppe Pellizza da Volpedo: un'icona per i lavoratori
2' di lettura

Finanza & Dintorni 

L'occupazione nel mese di dicembre torna ai livelli pre-crisi. Anche la disoccupazione cala, ma resta ben al di sopra del 2008. Perché questo apparente paradosso? Ne parlo nel mio blog. Per tutti. 

Cresce l'occupazione a dicembre 2018  - portandosi al livello più alto da prima della crisi del 2008.  Scende nel contempo il tasso di disoccupazione, che invece resta ben al di sopra dei livelli pre crisi Lehman Brothers. Nel blog di oggi provo a spiegarvi il perché. 

Partiamo dagli occupati: il tasso cresce dello 0,9% (al 58,8%) rispetto allo stesso mese dell'anno precedente: si tratta di 202 mila unità in più. A certificarlo è l'Istat, che specifica come aumentino i lavoratori a termine  di 257mila unità  e gli autonomi. Diminuiscono invece i dipendenti a tempo indeterminato, di 88mila unità. Se confrontiamo il dato di dicembre con quello del mese precedente, gli occupati sono stati 23mila in più (+0,1%). La dinamica sul fronte dell'occupazione è la stessa: crescono anche in questo caso i lavoratori a termine e gli autonomi, e diminuiscono quelli permanenti. 

Val la pena sottolineare che dal primo novembre, ovvero da quando è entrato in vigore il decreto dignità, non si riscontrano ancora gli effetti positivi sul fronte del contrasto alla precarietà: prendendo in considerazione novembre e dicembre 2018 infatti, sono diminuiti  i contratti a tempo indeterminato e sono lievemente aumentati quelli a tempo determinato. 

Guardando alla disoccupazione, il tasso scende per il secondo mese consecutivo al 10,3% (-0,2%) a dicembre dal 10,5% di novembre. Resta però molto più elevata rispetto ai livelli pre-crisi del 2008. Nell'aprile di quell'anno, per tornare Al confronto precedente,  era pari al 6,8%. Come si spiega l'apparente paradosso? E' semplice: oggi, di fatto, molte più persone cercano attivamente lavoro rispetto ad allora. 

Aumenta, seppur di poco, il tasso di disoccupazione giovanile, al 31,9%. Se escludiamo da questa percentuale gli studenti e i giovani che il lavoro non lo cercano  il tasso anche in questo caso è in leggero rialzo, ma molto più basso, all'8,4%. 

In Italia, in ogni caso, la percentuale dei senza lavoro  resta  la più alta dopo la Grecia e la Spagna. La disoccupazione nell'Europa a 19 è rimasta  stabile, al 7,9% a dicembre, in calo rispetto all'8,6% dello stesso mese di un anno fa. I tassi di disoccupazione più bassi si registrano in Repubblica Ceca, Germania e Polonia. Costante anche il tasso di disoccupazione giovanile nella zona euro. Anche in questo caso l'Italia è fanalino di cosa con Spagna e Grecia. 

 

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