Bankitalia: abbattere lo spread, l'aumento è già costato 1,5 miliardi

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Il vicedirettore Signorini lancia un monito al governo sulla manovra: “Obiettivi di crescita ambiziosi, la politica espansiva può essere un pericolo: c’è il rischio di vanificare tutto l’impulso”. Dubbi sul condono: “Può disincentivare a pagare le tasse”

“L’aumento dello spread si ripercuote sull'intera economia” e l'aumento dei tassi sui titoli di Stato “rischia di vanificare tutto l’impulso espansivo atteso dalla politica di bilancio”. Il monito di Bankitalia al governo sulla legge di bilancio è arrivato nell'audizione del vicedirettore Federico Signorini davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, nel giorno in cui in Parlamento il ministro Tria ha difeso la manovra confermando i numeri contestati dall’Europa. Secondo Bankitalia, l’aumento dello spread (COSA È) “è già costato al contribuente quasi 1,5 miliardi di interessi in più negli ultimi sei mesi. Occorre abbatterlo, perché i segnali che gli investitori percepiscono sono importanti”. Intanto oggi il differenziale Btp-Bund è tornato sopra 300. Dubbi anche sul condono: “Può disincentivare a pagare le tasse”.

Bankitalia: obiettivi di crescita ambiziosi

Il conseguimento degli obiettivi di crescita prefigurati dal governo per il prossimo anno è una prospettiva “ambiziosa”, secondo il vicedirettore generale di Bankitalia Signorini, in audizione sulla manovra. "L'impatto espansivo prefigurato dal governo appare elevato”. Ma sottolinea, "una politica di bilancio espansiva, pur utile in fasi cicliche avverse, non garantisce la crescita nel medio termine e può metterla in pericolo a lungo andare”. L’auspicio di Signorini è che "nell'ambito dell'interlocuzione in corso con la Commissione e con il Consiglio europeo, si trovi una soluzione che concili il rispetto sostanziale delle regole cui l'Italia è tenuta come membro dell'unione monetaria, e che assicurano un credibile percorso di rientro nel medio termine, con accorte misure di sostegno all'economia e con il perseguimento degli obiettivi politici del governo e del Parlamento".

“Abbattere spread, rischio vanificare sforzi”

Secondo Bankitalia "l'aumento dello spread sovrano si ripercuote sull'intera economia" e "la crescita dei tassi di interesse sul debito pubblico ha un effetto in qualche modo comparabile a una stretta monetaria", "rischiando di vanificare tutto l'impulso espansivo atteso dalla politica di bilancio". La soluzione è solo una: “Abbattere lo spread”. L'aumento "è già costato al contribuente quasi 1,5 miliardi di interessi in più negli ultimi sei mesi, rispetto a quanto si sarebbe maturato con i tassi che i mercati si aspettavano ad aprile". Il costo sarebbe di "oltre 5 miliardi nel 2019 e circa 9 nel 2020, se i tassi dovessero restare coerenti con le attuali aspettative dei mercati".

"Condono può disincentivare a pagare tasse”

Il vicedirettore di Bankitalia ha poi analizzato alcune misure politiche previste a breve: il condono fiscale "potrebbe determinare disincentivi all'adempimento regolare degli obblighi tributari; andrebbero quindi considerate con molta attenzione”. Sul reddito di cittadinanza “sarà importante realizzarlo in modo tale da non scoraggiare l'offerta di lavoro regolare, prevedendo incentivi efficaci e adeguati controlli per evitare abusi”. Infine spiega Signorini, “è possibile introdurre altri elementi di flessibilità rispetto alle regole vigenti, per esempio per quanto riguarda i requisiti minimi di pensionamento. Ma devono devono tenere conto del fatto che la sostenibilità finanziaria e l'equità intergenerazionale del nostro sistema si fondano sul nesso tra contributi versati e prestazioni erogate”.

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