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Salone auto Parigi, cercasi grandeur

4' di lettura

Il salone festeggia i 120 anni dall'inaugurazione con un'edizione in tono dimesso, stretta tra la corsa mediatica all'elettrico e la "caccia" al diesel che rende gli automobilisti sempre più confusi 

I francesi lo chiamano il mondiale dell’automobile, ma quest’anno, complice le defezioni di molte case importanti (Fiat, Alfa, Jeep, Ford, Volvo, Nissan, Opel, Mazda, Mitsubishi), il settembre nero per le immatricolazioni e gli stop alla circolazione in molte città del Nord, il salone di Parigi appare dimesso, stretto tra la corsa all’elettrico, la caccia al diesel e gli automobilisti sempre più confusi sulle scelte da prendere. A questo quadro va aggiunto il taglio delle emissioni di anidride carbonica deciso dal Parlamento europeo che impone obiettivi più stringenti, meno 40% entro il 2030. Obiettivi che ora devono essere negoziati con i singoli Stati, con la Germania che, ovviamente, teme pesanti ripercussioni su un settore che copre il 20 per cento del fatturato industriale nazionale. Germania che a Parigi, assente Volkswagen e la sua mediatica svolta elettrica, insieme ai modelli del futuro ha puntato su auto pronte per essere guidate subito.

Benvenuti al Suv

E’il caso di Bmw che insieme alla nuova Z4 e alla quarta serie del bestseller X5, presenta la settima generazione della Serie 3, più grande, cattiva e soprattutto tecnologica. Anteprime pesanti anche in casa Mercedes, che rivede la Classe B, più sportiva, dinamica e con l’immancabile sistema di infotainment MBUX, mette la coda alla classe A e rivede la GLE, la regina che nel 1997 lanciò il Suv, segmento diventato ormai imprescindibile per ogni marchio. E a Parigi la passerella è tutta per loro, nelle declinazioni offroad, crossover o fuoristrada puri, come la Jimny, il Suzukino per intenderci, linea squadrata, ruota di scorta sul portellone e ridotte al cambio, con gli interni spartani che sono un lontano ricordo. Poi c’è Honda che rilancia il CR-V presentando la versione ibrida a trazione integrale. La visione francese arriva da Citroen con il C5 Aircross e dalla DS3 Crossback, entrambe declinate anche in modalità ibrida plug-in. In casa Seat spazio al Tarraco, il top di gamma della casa spagnola e poi l’Arona TGI il primo crossover al mondo alimentato a metano. Sceglie un suv per presentarsi al mondo la VinFast, la prima e unica casa automobilistica vietnamita che si è rivolta a Pininfarina per il design. E poi ecco il restyling aggressivo del Toyota Rav4, il suv più venduto al mondo, dotato di un 2.5 a benzina e di un motore elettrico, che erogano una potenza combinata di 222 CV. Restando in casa Toyota, ecco il ritorno in Europa di un nome cult, la Corolla che, forte di 40 milioni di esemplari venduti in 52 anni di storia, prende il posto dell’Auris e viene presentata in versione berlina e wagon. E poi il successo di Yaris che festeggia il primato di vendite nel segmento B, segno che tra divieti e blocchi del traffico, gli italiani scelgono questa soluzione di mobilità.

Le tigri coreane

Dal Giappone andiamo in Corea con le bellissime linee della Hyundai i30 N Fastback, la variante sportiva della berlina a cinque porte, con un motore 2.0 disponibile in due potenze (250 o 275 CV), mentre Kia presenta la Proceed, un mix di design aggressivo con lo spazio di una station wagon e lancia la e-Niro, la variante elettrica del crossover che promette un’autonomia di 485 chilometri.

La svolta elettrica è ancora lontana

Già l’elettrico, il convitato di pietra che accompagna l’auto dal dieselgate esploso tre anni fa. Negli stand dei marchi francesi insieme alla realtà, come la bellissima versione station della Peugeot 508, c’è spazio per il sogno con l’interessante concept E-Legend, una piattaforma elettrica ispirata alla mitica 504 Coupè con trazione integrale su tutte le ruote e una nuova tecnologia per raggiungere l’80 per cento di ricarica in soli 25 minuti, ma comunque se ne parla nel 2025...

Occhi puntati sulla Ferrari

Se questo è il futuro, la realtà si chiama Ferrari che ha presentato due rivisitazioni “esagerate” della mitica Barchetta. Si chiamano Monza SP1 e SP2 e promettono prestazioni “mostruose”, gli oltre 800 cavalli spingono la macchina da 0 a 100 km/h in poco meno di 3 secondi. Solo 499 i clienti che potranno comprarla, scelti appositamente da Maranello, ad un prezzo di un milione e seicentomila euro… L’unica pecca, ma non dipende dal marchio del Cavallino rampante, è la collocazione anonima dello stand, nascosto tra le case francesi, produttori di gomme e componentistica varia. Il rischio è che Ferrari potrebbe non esserci nell’edizione del 2020, sempre ammesso che questo salone resisterà, perché nel rapporto costi/benefici le case cominciamo ad optare per eventi sempre più legati all’hi-tech vedi il Consumer Electronic Show di Las Vegas ed il Mobile World Congress di Barcellona, e i motorshow tradizionali rischiano di fare la fine dell’orchestra che continua a suonare mentre il Titanic affonda...

 

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