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A chi conviene un euro debole?

3' di lettura

Finanza & Dintorni

Per chi è vantaggiosa la svalutazione dell'euro sul dollaro? A chi giova, concretamente? Oggi nel mio blog vi parlo di questo. Per tutti. 

 

L'euro recupera qualcosa ma siamo sempre sui minimi da 13 mesi nei confronti del dollaro. A chi giova, concretamente, un euro così debole? Oggi nel mio blog vi parlo di questo.

Anzitutto, euro - dollaro 1,1498 (all'incirca quello che leggo ora, alle 14:19 mentre scrivo), significa che per ottenere un euro occorre mettere sul piatto 1,1498 dollari. Il primo febbraio scorso per intenderci, il cambio era 1,2510 e per avere un euro erano necessari oltre 1,2510 dollari. Cosa significa questo?

Certo, per chi si sta accingendo a partire negli Usa avere un euro debole non è cosa buona quando cambierà i soldi. Eppure, la notizia per l'economia europea non è affatto negativa. Giova per esempio alle oltre 200mila imprese esportatrici italiane, per le quali si stima un aumento dei profitti fra il 3 e il 6% ogni dieci per cento di svalutazione dell'euro contro il dollaro. Oggi, infatti, quasi la metà dei prodotti delle aziende europee è venduto in paesi che non hanno l'Euro come valuta di riferimento. Salutano quindi positivamente l’euro debole le nostre aziende che esportano in mercati con valuta americana, il biglietto verde appunto.

Il ragionamento è intuitivo ma vi accompagno. Fate finta che ci sia un'azienda brianzola che produce mobili per la casa. Immaginiamo che la gran parte dei pezzi li venda a 1000 euro cadauno. Se a febbraio un pezzo a New York lo vendeva a 1251 dollari oggi lo si può vendere a 1149 dollari. Un prodotto di questa azienda è quindi più appetibile perché per gli americani meno costoso. E l'azienda può guadagnare di più (in gergo si dice “realizzare maggiori profitti”), soprattutto sui grandi numeri. A cascata, questo potrebbe avere ripercussioni anche sul resto, nuove assunzioni per esempio o più investimenti. Il ragionamento insomma è questo. E vale soprattutto se l'euro dovesse continuare a svalutarsi.

Pensate anche al turismo straniero in Italia, con le mete mediterranee pronte ad accogliere visitatori extraeuropei con i portafogli rimpinguati da un cambio loro favorevole. Il principio è speculare a quanto detto sopra. Un turista a stelle e strisce è più invogliato a venire a visitare il nostro paese e a fare shopping dato che il cambio è più favorevole (un po' come per noi visitare oggi paesi come la Turchia, per fare un esempio).

Lato oscuro della medaglia invece il costo dell’approvvigionamento delle materie prime. Perché? Perché le materie prime, il petrolio per esempio, sono scambiate sui mercati in dollari. Se l’euro è debole risulta meno conveniente acquistarle.

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