Apple: dallo store in Piazza Liberty alla partita di Wall Street

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Finanza & Dintorni

Apple: dall'inaugurazione dello store in Piazza Liberty alla partita importante che giocherà a Wall Street, dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali. Una parte degli analisti sostiene che la vera sfida per le società tecnologiche parta ora.

Mentre in Italia ha debuttato in pompa magna con l'Apple Store in Piazza Liberty, il gruppo affronterà domani un'altra partita importante, quella dei numeri che saranno comunicati al mercato.

In attesa dei risultati trimestrali si appresta a rompere la barriera - udite, udite - dei 1000 miliardi di dollari di capitalizzazione. Vuole dire che con un valore di borsa (la capitalizzazione, appunto) pari a 939 miliardi al momento è la società più cara al mondo. 

La comunicazione dei risultati trimestrali potrebbe consentire quindi al gruppo della mela mangiuccata di tagliare il traguardo per prima. Appena dietro di lei Amazon, che vale oltre 900 miliardi, Alphabet (casa madre di Google), con 866 miliardi e Microsoft, 827 miliardi. E poi Facebook, ben staccata. Quest'ultima fuoriesce dalle bastonate della scorsa settimana in cui dal mercato non ha proprio preso nulla. Piuttosto ha dato, perdendo 150 miliardi di dollari di capitalizzazione. 

Intorno alle società tecnologiche sono in molti a chiedere prudenza. Tante le ragioni: potrebbe essere il momento, visti i valori raggiunti, dello scoppio di una bolla; per alcune l'angoscia è dovuta alla continua spada di Damocle della multa per abuso di posizione dominante (che hanno); per altre il fatto che prima o poi saranno costrette a pagare le giuste tasse nei paesi in cui operano; per altre ancora, come Facebook e Twitter, la grande sfida sarà destreggiarsi tra rispetto della privacy e libertà d'espressione dell'utente. Che la pacchia sia finita?

Intanto, relegati al rango di semplici spettatori titoli che una volta, quando il mondo social non esisteva, la facevano da padrone ci sono il miliardario Warren Buffett con la sua Berkshire Hathaway, che vale "solo" 492 miliardi di dollari, e la banca JP Morgan che in borsa vale poco più di un terzo di Apple.

Certo Apple, e Facebook insegna, deve fare attenzione perché potrebbe verificarsi la favola della lepre e della tartaruga. Chi le sta dietro, potrebbe superarla. Vedremo. 

 

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