Starbucks, l'addio di Howard Schultz: futuro in politica per lui?

Howard Schultz (foto: Getty Images)
2' di lettura

Dopo essersi dimesso da amministratore delegato nel 2017, abbandonerà anche la carica di presidente esecutivo il prossimo 26 giugno. Secondo i rumors potrebbe essere tra i candidati democratici per le presidenziali del 2020 contro Donald Trump

Howard Schultz lascerà la guida di Starbucks alla fine del mese di giugno. Dopo essersi dimesso da amministratore delegato nel 2017, infatti, Schultz abbandonerà anche la carica di presidente esecutivo dicendo addio alla società nella quale ha trascorso 40 anni. L'annuncio ha alimentato le voci di una sua possibile corsa per la Casa Bianca nel 2020 come sfidante democratico del presidente Donald Trump.

Una vita a Starbucks

Nella sua esperienza a Starbucks, Schultz ha rilevato il marchio dell'azienda nel 1987 trasformando una piccola catena di caffetterie di Seattle con 11 punti vendita in una multinazionale con oltre 28mila locali in 77 diversi Paesi. Il 64enne manterrà ora il suo incarico fino al prossimo 26 giugno, quando passerà il testimone a Myron Ullman.

L'obiettivo è la Casa Bianca?

Da tempo circolano rumors su una possibile discesa in campo di Schultz nella corsa alla presidenza degli Stati Uniti. È stato lo stesso ex amministratore delegato a non scartare l'ipotesi in una intervista al "New York Times". "Voglio essere sincero - ha detto - senza alimentare la speculazione. Da diverso tempo sono molto preoccupato per il nostro Paese, per le crescenti divisioni al suo interno e per la nostra posizione nel mondo". Schultz starebbe valutando il ruolo che potrebbe avere "per restituire quello che ho avuto dagli Stati Uniti". E rispondendo a una domanda diretta su una possibile candidatura alla presidenza, ha risposto: "Intendo riflettere su una gamma di opzioni, e queste potrebbero includere il servizio pubblico. Ma la strada è ancora lunga prima di prendere una decisione per il futuro".

Possibile candidato democratico

Schultz è un noto oppositore di Donald Trump, definito "un presidente che crea episodi di caos ogni giorno". L'ex amministratore delegato di Starbucks è considerato da molti una delle opzioni per il Partito Democratico, soprattutto dopo la ritirata di Robert Iger: anche l'amministratore delegato di Walt Disney aveva infatti considerato una sua possibile candidatura alla Casa Bianca, ma il piano è poi tramontato.

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