Spiraglio per Embraco, Calenda chiama il ceo di Whirlpool

3' di lettura

In seguito ai colloqui il responsabile del gruppo americano avrebbe deciso di occuparsi personalmente del dossier sullo stabilimento torinese. Intanto il presidente dell'Europarlamento Tajani ha ottenuto la collaborazione del ministro dell'Industria brasiliano sul caso

Contatti avvenuti nei giorni scorsi fra il ministro Carlo Calenda e il ceo del gruppo Whirlpool, Marc Bitzer, sembrerebbero aprire uno spiraglio per il caso Embraco. Secondo quanto appreso dall'ANSA il manager avrebbe assicurato al ministro italiano che visionerà personalmente il dossier dello stabilimento di Riva di Chieri dell'azienda brasiliana. Embraco, controllata da Whirlpool, lo scorso gennaio ha annunciato 497 licenziamenti su un totale di 530 dipendenti nella struttura in provincia di Torino, con l'obiettivo di delocalizzare la produzione in Slovacchia. La speranza è che, a seguito di questi colloqui, Embraco avanzi nuove proposte. Intanto sullo stabilimento di Riva di Chieri si è espresso Antonio Tajani, presidente dell'Europarlamento, che ha chiesto e ottenuto la collaborazione del ministro dell’Industria brasiliano. 

Tajani: "Il caso rischia di diventare un pericoloso precedente"

Il problema Embraco, secondo Tajani, "non è soltanto italiano, è un caso europeo perché rischia di essere un pericoloso precedente che può, invece di favorire la crescita armonica di una indispensabile rete industriale europea, spostare pezzi di industria europea da una parte all'altra dell'Unione". Per Tajani "l'obiettivo di una politica industriale europea non è quello di far perdere posti di lavoro in Italia e farli crescere in Slovacchia", ma "è di fare aumentare l'occupazione europea in generale". Per questa ragione, dopo aver ricevuto al Parlamento europeo una delegazione dei lavoratori Embraco insieme al presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, il presidente dell'Europarlamento ha chiamato l'amministratore delegato di Whirlpool e il ministro dell'Industria del Brasile, Marcos Jorge de Lima. Il responsabile del dicastero di Brasilia, ha dichiarato Tajani, "mi ha assicurato che farà tutto il possibile per dare una mano e che convocherà l'impresa per capire come evolve la situazione". Al ministro, ha aggiunto il presidente dell’Europarlamento, "ho esposto il quadro della situazione di Embraco e chiesto l'aiuto e la collaborazione da parte delle autorità brasiliane, anche nel contesto dei rapporti del Mercosur", il mercato comune dell'America meridionale.

Sindacati: necessaria la pressione dell'Ue

Nella delegazione giunta a Bruxelles c’era anche Ugo Bolognesi della Fiom, che ha dichiarato: "Siamo venuti a chiedere un impegno al Parlamento europeo attraverso la sua massima autorità perché si intervenga in questa vicenda molto grave". Per il sindacalista è necessaria, infatti, un’inversione di marcia dell'azienda perché "i tempi sono stretti e dal 26 di marzo potrebbero esserci le lettere di licenziamento".

Gentiloni: "Necessaria strategia contro competizione sleale"

Sulla vicenda dello stabilimento di Riva di Chieri, si è espresso anche il primo ministro uscente, Paolo Gentiloni, che intervenendo nella sede della Regione Emilia-Romagna ha dichiarato: "Si è molto discusso del caso Embraco. Al di là di questo è importante che un grande Paese come l'Italia si doti di una capacità finanziaria per reggere una strategia che impedisca forme di competizione sleale anche tra Paesi europei e difenda il lavoro della nostra terra". 

Data ultima modifica 28 febbraio 2018 ore 19:30

Leggi tutto
Prossimo articolo