Germania, intesa con i sindacati sulla settimana lavorativa di 28 ore

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L'accordo, stipulato e valido nello stato del Baden-Württemberg, prevede aumenti salariali per i dipendenti del settore siderurgico ed elettrico e la possibilità di una riduzione delle ore settimanali nel caso in cui il lavoratore debba assistere anziani o bambini

Un aumento salariale del 4,3% e la concessione di un orario settimanale che potrà essere ridotto a 28 ore: è questo il risultato del sindacato tedesco Ig Metall, ottenuto in seguito alla maggiore mobilitazione dei lavoratori dagli anni Ottanta. L'intesa con i datori di lavoro è stata siglata a Stoccarda nella notte di martedì 6 febbraio, dopo cinque round di trattative finite senza esito e vari scioperi di 24 ore che hanno colpito colossi come Volkswagen e Mercedes.

Le nuove conquiste

I lavoratori del settore siderurgico, metalmeccanico ed elettrico, secondo quanto delineato dall'accordo pilota concordato col sindacato, potranno godere per 27 mesi di un aumento salariale del 4,3% (a fronte di una richiesta iniziale del 6%) e, soprattutto, della possibilità di ridurre la settimana lavorativa a 28 ore, per un periodo compreso fra sei mesi e due anni. Quest'ultima opzione, attivabile da coloro che si trovino nella necessità di assistere un parente infermo o un bambino, non prevede la retribuzione dell'intero stipendio, ma permette al lavoratore di poter tornare alle canoniche 35 ore in qualsiasi momento. La riduzione d'orario è equivalente a otto giornate di ferie in più. L'accordo, stipulato nello stato del Baden-Württemberg (nel quale si trovano gli impianti di Daimler-Benz, Porsche e Bosch), sarà probabilmente destinato a estendersi a tutti i lavoratori tedeschi impiegati nel settore: 3,9 milioni di persone.

La vicenda

La battaglia della Ig Metall era iniziata lo scorso gennaio, quando a fronte di una crescita del 10-15% dei dividendi nel 2017, veniva chiesto all'industria metalmeccanica un adeguamento degli stipendi del 6% e una crescita della flessibilità d'orario. Il sindacato aveva inoltre fatto leva sul fatto che la disoccupazione tedesca fosse in continua discesa (abbondantemente sotto il 4%) e il Pil del 2017 è cresciuto del 2,2%. Così oltre 700 siti industriali, in particolare dell'industria automobilistica, si sono fermati per dare voce alle richieste del sindacato. Dopo il fallimento delle prime trattative il 25 gennaio scorso, la Ig Metall ha indetto diversi scioperi di 24 ore. E' stata definita come la lotta sindacale più decisa dal 1984, quando la settimana lavorativa fu portata dalle 40 alle 35 ore. Società come Daimler, Volkswagen e Man sono state colpite dalle giornate di sciopero, con perdite complessive stimate di varie decine di milioni di euro.

Il commento

"L'accordo rende giustizia alla straordinaria posizione economica del settore e avrà un effetto positivo sull'intero Paese facendo aumentare la domanda interna", ha commentato il presidente dell'Ig Metall Jörg Hofmann, "per la prima volta però i lavoratori otterranno la possibilità di investire più tempo per le loro famiglie, i loro cari, il loro tempo libero. Sarà sempre una scelta volontaria, non obbligatoria e non dettata dalle imprese, ma dalle contingenze della vita vera".

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