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World Economic Forum, 10 cose da sapere su Davos

Il logo del World economic forum di Davos (Ansa)
7' di lettura

Al via, dal 22 gennaio, la 48esima edizione del meeting internazionale che riunisce personalità della politica e dell'economia, oltre che vip. Dalla località scelta per l'evento, fino ai nomi degli invitati e alle curiosità, ecco cosa bisogna sapere sul Wef

Inizia i 22 gennaio, a Davos, la 48esima edizione del World economic forum. Il meeting, che si tiene ogni anno, durerà fino al venerdì successivo e avrà come protagonisti esponenti politici ed economici a livello mondiale. Oltre 3mila gli invitati, tra cui il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che partecipa ai lavori il 25 gennaio. Per l'Italia presenti, oltre ai manager e ad altri imprenditori, il premier Paolo Gentiloni e il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.
Dal luogo del meeting fino ai temi trattati e alle curiosità delle edizioni passate, ecco quali sono le dieci cose da sapere su Davos:

Dove si trova

Davos è una cittadina delle Alpi svizzere, nel Cantone dei Grigioni, molto nota come località sciistica. Nell'Ottocento era famosa per ospitare ospedali di un certo livello: pare che la moglie di Thomas Mann sia stata ricoverata in questa zona e che lui abbia tratto ispirazione per la sua "Montagna incantata" durante uno dei soggiorni nell’area. Qui, nella Alpi, la terza settimana di gennaio, Davos ospita il Meeting annuale del World economic forum (Wef), un'organizzazione no profit svizzera, che comprende l'elite imprenditoriale e politica mondiale. I delegati - che devono essere invitati - includono leader politici, dirigenti e il personale senior delle principali compagnie internazionali, compresi gli hedge fund, le banche, la tecnologia e le grandi case farmaceutiche, nonché i principali studiosi e politici. Per l'occasione, quindi, questa piccola cittadina di montagna viene bloccata. Impossibile muoversi senza essere controllati da un corpo permanente di cecchini dell'esercito svizzero (saranno 5mila), molti dei quali appostati sui tetti che si affacciano sulle sedi delle conferenze e sugli hotel.     

Cos’è il meeting del Wef 

Il convegno ha cadenza annuale, fin dal 1971. Quell'anno si tenne l'European management symposium, una conferenza accademica, economica e di gestione presieduta da Klaus Schwab: professore di origine tedesca dell’università di Ginevra, era tornato da un anno ad Harvard e voleva condividere la sua nuova esperienza nei sistemi di gestione degli Stati Uniti. Il primo forum richiamò 450 persone. Nel corso degli anni, però, i numeri sono cresciuti. Il forum ha aperto ai politici per la prima volta nel 1974 e nel 1976, per poi estendere l'adesione a Ceo e dirigenti d'azienda di oltre mille aziende leader nel mondo. La fondazione divenne il World economic forum nel 1987. Quest'anno si è arrivati alla 48esima edizione. 

Il periodo del meeting

Generalmente l’appuntamento è per la terza settimana di gennaio. Quest'anno, in particolare, si inizia il 22. In realtà, il primo Davos durò di più: due settimane.

Chi sono gli invitati

Passando agli invitati, per quel che riguarda le monarchie il re Filippo del Belgio e sua moglie, la regina Mathilde, e il principe ereditario norvegese Haakon e la principessa Mette-Marit sono sulla lista degli ospiti. I re Abdullah II di Giordania e la regina Rania sono ospiti abituali di Davos. La regina Massima dei Paesi Bassi ha poi il ruolo di avvocato speciale dell'Unità per la finanza inclusiva. Tra i politici, oltre Trump, quest'anno ci sono il Primo ministro britannico Theresa May, il presidente afgano Mohammad Ashraf Ghani, il presidente ucraino Petro Poroshenko, il presidente della Columbia, Juan Manuel Santos, il primo ministro pakistano, Muhammad Nawaz Sharif, il presidente sudafricano, Jacob Zuma, e il presidente cinese, Xi Jinping. A loro, si uniscono i manager delle più importanti aziende internazionali che saranno presenti tra gli oltre 3mila nomi. Tra loro: il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, e il direttore generale dell'Organizzazione mondiale del commercio, Roberto Azevedo. Ma anche il presidente della Banca mondiale, Jim Yong Kim, il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, e il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg. Ma Davos ha sempre visto anche la partecipazione di celebrità e di nomi del mondo dello spettacolo. Matt Damon, Goldie Hawn, Leonardo Di Caprio, Kevin Spacy e Bono sono solo alcuni dei nomi che hanno partecipato all’evento. Quest'anno verranno premiati per il loro impegno nel sociale Elton John e Cate Blanchett. Tra gli assenti degni di nota, sempre in quest'edizione, figurano la cancelliera tedesca, Angela Merkel, e l'ex presidente francese, Francois Hollande.

Gli italiani a Davos 

Sono nella lista degli invitati gli italiani Emma Marcegaglia, presidente dell'Eni, Claudio Descalzi ad di Eni, Alberto Nagel ad di Mediobanca, Francesco Starace ad di Enel, Carlo Messina ad di Intesa Sanpaolo, Claudio Costamagna presidente di Cdp, Fabio Gallia ad di Cdp, Davide Serra ad di Algebris, Philippe Donnet ad di Generali, Carlo Cimbri ad di Unipol, Mario Greco ad di Zurich, Vittorio Colao ad di Vodafone, Andrea Illy presidente di Illy, Nerio Alessandri presidente di Technogym e Paolo Merloni presidente di Ariston Thermo.

I temi di discussione

Al centro delle discussioni, le sfide mondiali ma anche gli affari economici. L’accordo nordamericano di libero scambio - che collega Stati Uniti, Canada e Messico -, per esempio, è stato inizialmente proposto in una riunione informale per i leader politici a Davos. Ogni anno, inoltre, si affronta un argomento diverso e in quest'edizione si parla di 'Creating a Shared Future in a Fractured World’, cioè di "come creare un futuro condiviso in un mondo fratturato". Oltre 400 i panel in programma nel corso dei quali verranno affrontati i temi più disparati: dalla cybersecurity all'ambiente, passando anche dal sociale. 

I presidenti Usa a Davos

La novità di quest'anno è sicuramente la presenza di Donald Trump. Nella storia degli Usa, Ronald Reagan si è unito al gruppo di Davos diverse volte, ma solo con collegamento video. Il primo presidente statunitense che ha raggiunto Davos è stato Bill Clinton, nel 2000. I Bush - padre e figlio - non sono mai arrivati al villaggio nelle montagne svizzere, e nemmeno il presidente Barack Obama.

Come funziona la gerarchia dei badge

C’è una vera e propria  gerarchia dei badge al Wef. I capi di Stato, per esempio, hanno i distintivi più ambiti: i badge in bianco. Quelli arancioni sono per i media, i viola per il personale tecnico, i verdi per i funzionari che accompagnano i capi di Stato e i distintivi grigi spettano invece a coniugi e partner.

Il meteo

Le temperature scendono a -15 o -17 gradi a Davos e gli invitati al forum possono usufruire di speciali navette per gli spostamenti. Il 21 gennaio, inoltre, intense nevicate hanno interessato la Svizzera, proprio alla vigilia dell'inizio dei lavori.

Altre curiosità

Tra le curiosità che riguardano il meeting c'è anche quella per cui si dice che il fondatore del forum, Klaus Schwab, potrebbe essere l'unica persona ad aver riagganciato il telefono a un presidente francese. Negli anni '70, chiese alla sua segretaria di chiamare "signor Giscard d'Estaing". Voleva parlare con Olivier Giscard d'Estaing, l'uomo responsabile della business school Insead. Invece la chiamata fu fatta al palazzo dell'Eliseo, e Schwab fu messo in contatto direttamente con l'allora presidente francese, Valery Giscard d'Estaing. Sentendo la voce del presidente, sembra che Schwab sia andato nel panico e che abbia quindi concluso la telefonata. Un altro aneddoto è quello che riguarda l'ex primo ministro britannico, Edward Heath, che fece la sua apparizione nel forum come direttore d'orchestra, assumendo la direzione della Zurich Chamber Orchestra in un concerto di beneficenza nel 1979, anche se il suo compito principale in quell'anno era quello di presidente del forum.
Inoltre,grazie al meeting, sembra che si sia sventata anche una guerra. L'ex primo ministro turco, Turgut Ozal, sostiene che Davos impedì che il suo Paese entrasse in conflitto con la Grecia. Quando nel 1987 le tensioni tra i due Stati si intensificarono, non si arrivò a un conflitto aperto perché l'anno precedente Ozal aveva conosciuto al forum il suo omologo greco, Andreas Papandreou, e aveva capito che si sarebbe potuto fidare di lui. 

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