Per la Bce i Bitcoin "non si qualificano formalmente come valuta"

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La Banca centrale europea considera questa valuta digitale non ancora pronta a garantire un sistema di pagamento efficiente. Una carenza riconducibile alle ampie oscillazioni legate al  "carattere speculativo del contesto di mercato"

La moneta digitale Bitcoin, dipendendo dall’attività di mercato degli speculatori, "non si qualifica formalmente come valuta". Ne è convinto Yves Mersch, membro dell'executive board della Banca centrale europea (Bce) che, intervenendo al convegno organizzato da Bankitalia e Banca centrale Europea sulla trasformazione digitale nei pagamenti al dettaglio, ha spiegato: "Dato il carattere speculativo del contesto di mercato delle valute virtuali e di altre tipologie di attività finanziarie virtuali, va tenuto presente che, essendo appunto per definizione virtuali, queste non rappresentano un credito nei confronti di un'emittente".

Potere d’acquisto soggetto a oscillazioni

Il membro dell'executive board della Bce nutre dei dubbi sulla possibilità che questo tipo di valute virtuali possano diventare strumenti alternativi di pagamento per i consumatori, proprio perché "il loro potere di acquisto è soggetto ad ampie oscillazioni e dipende esclusivamente dall’attività di mercato degli speculatori". Al momento le criptovalute, per Mersch, potrebbero avere delle applicazioni "in casi estremi come negli Stati falliti", ma è ancora da capire "in quale misura siano in grado di competere nel più sicuro ed efficiente mercato europeo dei pagamenti al dettaglio".

Inadatti ad assicurare sistemi di pagamento efficienti

Uno sviluppo che comunque la Banca centrale europea ha intenzione di monitorare "non soltanto nell'ottica delle infrastrutture di mercato, ma anche dal punto di vista della politica monetaria, della stabilità finanziaria e della vigilanza prudenziale". L’Istituzione di Francoforte ha intenzione, infatti, di sperimentare le potenzialità del contante con diverse tecnologie digitali ma, al momento, le monete digitali in circolazione "non sono abbastanza solide dal punto di vista legale, operativo e della governance" e quindi "inadatte ad essere riconosciute in relazione al nostro mandato di assicurare sistemi di pagamento efficienti", ha concluso Mersch.

Crescita del 950% in un anno

Dall'inizio del 2017 i Bitcoin sono cresciuti del 950% scatenando una corsa all'acquisto, ma anche numerose preoccupazioni da parte degli esperti che ne hanno denunciato l’estrema volatilità. Basti pensare che il 29 novembre dopo aver superato per la prima volta la soglia degli 11mila dollari, il valore della criptovatuta è crollato fino a 9.655 dollari, per poi risalire. Il 30 novembre ha ripreso a crescere ma, al momento, resta sotto gli 11mila dollari.

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