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Chi era Fernando Aiuti, immunologo simbolo della lotta all'Aids

Il celebre scatto del bacio di Aiuti a una donna sieropositiva nel 1991 (Ansa)
3' di lettura

Il medico e professore è morto a Roma a 83 anni. Resta celebre lo scatto in cui bacia sulla bocca una paziente sieropositiva. Ha dedicato la sua carriera alla ricerca sul virus Hiv, ai pazienti e alla lotta agli stereotipi sulla malattia

È stato immunologo di fama mondiale, conosciuto soprattutto per il suo contributo alla ricerca e alla sensibilizzazione nella lotta contro l’Aids. Era un punto di riferimento per la medicina e la scienza Fernando Aiuti, morto all’età di 83 anni al Policlinico Gemelli di Roma. Ma di Aiuti resta celebre una foto, che fece scalpore, scattata nel 1991, in cui baciava sulla bocca Rosaria Iardino, una donna sieropositiva, durante un congresso in cui si discuteva della possibilità che l’Aids si trasmettesse anche per via orale. Il contributo di Aiuti fu cruciale anche nel 1985, quando fondò l’Associazione per la lotta contro l’Aids (Anlaids), prima associazione italiana nata per fermare la diffusione del virus Hiv, di cui era presidente onorario. Aiuti è stato un ricercatore riconosciuto a livello internazionale, autore di oltre 600 pubblicazioni scientifiche. Nel 1992 è stato nominato dal capo dello Stato Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica.

Immunologo di fama mondiale

Nato a Urbino nel 1935, Aiuti si era laureato in medicina nel 1961 alla Sapienza di Roma, dove poi assunse fino al 2007 il ruolo di professore ordinario di Medicina interna, direttore e docente della Scuola di Specializzazione in Allergologia e Immunologia clinica, e coordinatore del dottorato di ricerche in scienze delle terapie immunologiche. La sua carriera scientifica è documentata da oltre 600 pubblicazioni, delle quali 380 su riviste internazionali recensite da Pub Med (National Library of Medicine). Articoli citati centinaia di volte da numerosi ricercatori internazionali.

La foto che sfidò lo stigma dell’Aids

Nel 1991 la foto del bacio alla donna sieropositiva divenne un gesto simbolico: con questo gesto Aiuti voleva dimostrare che il virus dell’Hiv non si poteva trasmettere per via orale. In un'intervista raccontò che quel bacio dato alla donna sieropositiva "è servito a togliere dubbi a molte persone, ma non a tutti, visto che esistono ancora questi episodi di non conoscenza del problema”. Commentando la sua scomparsa, Rosaria Iardino, la donna del bacio, ha ricordato così l’immunologo: "La scomparsa di Fernando Aiuti mi addolora moltissimo. Ci sono uomini che per il valore che sanno apportare alla comunità scientifica e culturale dovrebbero godere dell'immortalità”, ha detto. “Di Fernando porterò con me per sempre il suo coraggio. Il nostro bacio altro non era che un grido e un richiamo al coraggio di parlare di Aids, di andare avanti con lo studio e con la ricerca, di informare e di curarsi”.

I contributi scientifici

Aiuti ha portato contributi originali alla diagnosi e terapie di malattie come quelle da immunodeficienza primitiva, infettive, autoimmuni, reumatiche, e allergiche. Il professore ha condotto altre ricerche significative sulla vaccinazione contro il virus Hiv-1, la terapia dell'allergia alimentare, la descrizione e terapia di nuove forme di immunodeficienza primitiva, terapia della infezione da virus della epatite B e C, diagnosi e terapia della infezione da Hiv-Aids e alcuni tumori correlati alle immunodeficienze.

I ruoli istituzionali

Il professor Aiuti è stato anche membro del Consiglio superiore di sanità (2005-06). Il suo impegno è stato diretto anche nei confronti della popolazione, con l'obiettivo di dare messaggi utili per evitare comportamenti a rischio causa di trasmissione di malattie infettive e veneree. Eletto nel 2008 come capolista del Pdl al Campidoglio, dal 2008 fino al 2013 è stato presidente della Commissione politiche sanitarie di Roma Capitale. Nel 2010 era stato nominato dal ministro dell'Istruzione professore emerito a vita dell'università Sapienza di Roma.

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