Coronavirus, a rischio contagio 6,5 mln lavoratori. Donne e giovani i più esposti
Le indicazioni provengono da una ricerca realizzata dalla Fondazione studi dei consulenti del lavoro in base a 5 fattori: frequenza dei contatti con altre persone, interazione col pubblico, lavoro al chiuso, vicinanza fisica ad altre persone e frequenza esposizione a malattie e infezioni. Tra le categorie considerate maggiormente "in pericolo" medici, infermieri, baristi, commessi, cuochi, assistenti di studi medici
Sono 6,5 milioni i lavoratori ad "elevato rischio contagio" da coronavirus, in Italia, secondo una ricerca realizzata dalla Fondazione studi dei consulenti del lavoro. Maggiormente a rischio sarebbero donne, under35 e coloro che esercitano professioni per le quali occorre una laurea, tra cui innanzitutto medici ed infermieri
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La ricerca ha messo nero su bianco la graduatoria di coloro che, portando avanti i propri incarichi, hanno più ragioni per temere di ammalarsi di patologie respiratorie, come il Covid-19
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Oltre a medici e infermieri, 'in pericolo' sono anche coloro che svolgono le proprie mansioni in prossimità del cliente, come i baristi
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Altra categoria di lavoratori non al riparo da possibilità di contagio è quella dei commessi
Nell’indagine sono stati elaborati 5 fattori di rischio, cui sono esposti gli addetti (frequenza dei contatti con altre persone, interazione col pubblico, lavoro al chiuso, vicinanza fisica ad altre persone e frequenza esposizione a malattie e infezioni)
Per il personale femminile, si legge nell ricerca, il pericolo è più ampio, poiché "le donne che potrebbero esser contagiate sono 4.345.000”, pari al 44% delle occupate: di questa percentuale, il 21,6% esercita un'attività considerata "ad alto rischio", e il 22,4% "a rischio elevato”
La quota della componente maschile è ben più bassa (il 16,4% degli addetti)
A non dover sottovalutare il virus, poi, sono i più giovani, coloro che, puntualizza lo studio, son più frequentemente impegnati in lavori a stretto contatto con il pubblico (tanto nell'ambito del commercio, quanto nel quadro della ristorazione): tra gli under 35, infatti, "il 35,1% svolge una professione ad altro rischio, mentre nelle altre fasce d'età la percentuale si riduce attorno al 27%"
Il livello di istruzione è un altro elemento distintivo correlato alla chance di ammalarsi, considerato che riguarda "il 40,9% dei laureati (di questi, il 22,9% con rischio molto elevato) contro il 27% dei diplomati ed il 20,9% di quanti sono in possesso del diploma di scuola media"
Ma quali sono, del dettaglio, le categorie autorizzate a nutrire consistenti timori, mentre lavorano? In vetta alla classifica stilata dai consulenti, vi sono, com'è facile intuire, gli esponenti delle professioni legate alla salute e alla cura della persona, a partire dai medici, che da soli sono 308.000
Seguono infermieri, radiologi, esperti di diagnostica (nel complesso 736.000 soggetti)
Andando verso gli impiegati nei servizi sanitari e sociali, si trovano i massaggiatori sportivi
Anche gli operatori sociosanitari sono nella classifica delle professioni più a rischio contagio
Nella graduatoria dei lavoratori più esposti figurano anche gli assistenti di studi medici. Sono 258.000 in totale gli appartenenti alla categoria degli impiegati nei servizi sanitari e sociali