Coronavirus e Fase 2, chi sono i congiunti: ecco chi potremo vedere dal 4 maggio

Cronaca

Il premier Conte ha spiegato che dal 4 maggio verranno considerati necessari gli spostamenti per raggiungere i familiari stretti. Da una prima interpretazione, sembrerebbero compresi anche fidanzati e affetti stabili: saranno le Faq sul sito di Palazzo Chigi a chiarire

Tra le novità della fase 2 dell’emergenza coronavirus, che si aprirà il prossimo 4 maggio, ci sarà la possibilità di incontrare i congiunti. Ma cosa dice esattamente il testo a riguardo? E cosa si intende per "congiunti"? (SPECIALE - COME SARANNO I TRASPORTI - LE NOVITA' SULLO SPORT)

Le modalità degli incontri con i congiunti

Il DPCM presentato dal governo, all’articolo 1, punto A, chiarisce che verranno considerati "necessari gli spostamenti per incontrare congiunti purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento interpersonale di almeno un metro e vengano utilizzate protezioni delle vie respiratorie". Come ha spiegato lo stesso Giuseppe Conte, non si tratta di un via libera a pranzi e cene di famiglie allargate, ma solo di visite mirate ed entro i limiti di sicurezza previsti per tutto il resto degli spostamenti (I CODICI ATECO CHE RIPARTONO IL 4 MAGGIO - IL CALENDARIO DELLE RIAPERTURE). 

Chi sono i congiunti

Nel nostro ordinamento non si trova una definizione univoca del termine "congiunti". Il codice civile dà una definizione di parenti e affini, non invece dei congiunti. Nel codice penale, invece, all’articolo 307, quarto comma, viene spiegato che per “prossimi congiunti” si intendono "ascendenti, discendenti, coniuge, la parte di un’unione civile tra persone dello stesso sesso, fratelli, sorelle, gli affini nello stesso grado, gli zii e i nipoti". Sempre nel codice penale, l’articolo 649 - “Non punibilità e querela della persona offesa, per fatti commessi a danno di congiunti” - definisce come congiunti il "coniuge non legalmente separato", la "parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso", "un ascendente o discendente", "un affine in linea retta", "l’adottante o l’adottato", "un fratello o una sorella che con lui convivano". Da una prima interpretazione, a quanto Ansa apprende, con "congiunti" nel decreto si intenderebbero "parenti e affini, coniuge, conviventi, fidanzati stabili, affetti stabili". Le Faq, che saranno pubblicate nei prossimi giorni sul sito di Palazzo Chigi, chiariranno ulteriori dubbi interpretativi sul provvedimento. 

Arcigay: "'Congiunti' riferimento inaccettabile"

A criticare l'utilizzo del termine "congiunti" è Arcigay: "Il fatto che l'allentamento delle restrizioni sulle relazioni sociali sia circoscritto alla definizione di 'congiunti', che nei nostri codici è riferita inequivocabilmente alla dimensione formale della parentela, di sangue o acquisita, rappresenta un inedito e inaccettabile intervento dello Stato nella definizione della gerarchia degli affetti", spiega Gabriele Piazzoni, segretario generale dell'associazione.

Gli altri motivi di spostamento

Al di là dei congiunti, l'articolo 1 del DPCM aggiunge che "è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; è in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza".

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