Coronavirus, Pregliasco a Sky TG24: letalità inferiore a quella dell'influenza. VIDEO

Cronaca

Il virologo e ricercatore all'università Statale di Milano spiega che la malattia "rientra nelle cosiddette infezioni respiratorie acute che fanno da corollario all'influenza in ogni inverno". Il Cnr in una nota: il rischio d'infezione è basso

"La letalità di questa malattia è bassissima. È confrontabile, anzi inferiore, a quella dell'influenza". Lo ha detto a Sky TG24, a proposito del coronavirus, Fabrizio Pregliasco, virologo e ricercatore all'università Statale di Milano. "È una malattia che rientra nelle cosiddette infezioni respiratorie acute che fanno da corollario all'influenza in ogni inverno", ha aggiunto (LE ULTIME NOTIZIE - DOMANDE E RISPOSTE - VADEMECUM DEL MINISTERO DELLA SALUTE - I CONSIGLI DEI PEDIATRI).

"C'è necessità di contenimento"

Sugli interventi messi in atto per contenere il contagio, Pregliasco spiega: "L'elemento che porta a queste iniziative, a questa limitazione della libertà e a questi fastidi nella vita quotidiana di tutti - ma soprattutto di lombardi e veneti - è proprio questa necessità di contenimento, nella sicurezza di una capacità di ridurre la dimensione ma soprattutto la contemporaneità dei casi".

Burioni: non è vero che coronavirus è poco più di un'influenza

La pensa diversamente il virologo Roberto Burioni, che spiega su Medical Facts che non è vero che "la malattia causata dal coronavirus sarebbe poco più di un'influenza". "In questo momento in Italia sono segnalati 132 casi confermati e 26 di questi sono in rianimazione (circa il 20%). Sono numeri che non hanno niente a che vedere con l'influenza (i casi gravi finora registrati sono circa lo 0,003% del totale). Questo ci impone di non omettere nessuno sforzo per tentare di contenere il contagio. Niente panico, ma niente bugie".

Cnr: rischio d'infezione basso

Il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) ha spiegato in una nota che il rischio d'infezione è basso e che vanno capite le condizioni delle vittime. "Il rischio di gravi complicanze aumenta con l'età, e le persone sopra 65 anni e/o con patologie preesistenti o immunodepresse sono ovviamente più a rischio, così come lo sarebbero per l'influenza", si legge.

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