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Fratelli scomparsi in Sardegna, ci sono i primi indagati: uno dei due è il vicino di casa

i titoli di sky tg24 delle 18 del 17 febbraio

2' di lettura

Almeno due persone sono state iscritte nel registro degli indagati. Uno sarebbe un allevatore, proprietario di una vettura sequestrata dagli inquirenti, che vive accanto a Davide e Massimiliano Mirabello, fratelli di origine calabrese spariti il 9 febbraio

Arriva una svolta nel caso dei due fratelli scomparsi il 9 febbraio a Dolianova, in Sardegna. Almeno due persone sono state iscritte nel registro degli indagati della Procura di Cagliari nell'ambito dell’inchiesta, al momento per duplice omicidio, aperta a seguito della sparizione nel paesino nel sud Sardegna di Davide e Massimiliano Mirabello, 40 e 35 anni, fratelli di origine calabrese, da qualche tempo trapiantati nell’isola. Uno dei due indagati sarebbe il vicino di casa degli scomparsi: l’uomo, un allevatore, avrebbe avuto in passato alcuni dissapori con i Mirabello e i carabinieri nelle ultime ore gli hanno sequestrato l'auto. L'indagine a suo carico sarebbe un atto dovuto per consentire gli accertamenti sulla vettura.

Le indagini

I militari dell'Arma hanno messo insieme tutto il materiale raccolto durante le perquisizioni effettuate in questi giorni e compilato i verbali con le testimonianze raccolte finora. La magistratura, che indaga per duplice omicidio, opera nel massimo riserbo. Un’altra persona è indagata perché nei suoi confronti sarebbero stati raccolti elementi che gli inquirenti vogliono verificare.

Dalla scomparsa all’inchiesta

Davide e Massimiliano Mirabello, originari di Vibo Valentia ma residenti in un casolare in campagna a Dolianova, in Sardegna, sono scomparsi domenica 9 febbraio, nel pomeriggio. Erano usciti di casa molto agitati a bordo della loro auto che, dopo l'allarme dato dai familiari, era stata trovata bruciata il 12 febbraio alla periferia di Dolianova. Sempre vicino alla casa è stato trovato anche un maglione e tracce di sangue. Gli investigatori si sono mossi sulla pista di un possibile regolamento di conti. Il fascicolo sulla scomparsa ben presto è virato sull'ipotesi di omicidio: un passaggio obbligato per consentire gli accertamenti tecnici. Le ricerche sono proseguite senza sosta anche con l’ausilio di cani molecolari. Il 15 febbraio poi è arrivata la conferma che il sangue trovato non troppo distante dall'abitazione dei due fratelli appartiene proprio a loro.

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