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Inps chiede risarcimento a orfane femminicidio. Dietrofront dopo appello di Mattarella

3' di lettura

La decisione dopo l'intervento del capo dello Stato, in attesa di una "soluzione umana". Nel 2013 il padre delle due sorelle uccise la loro madre e si suicidò. Nella tragedia rimase ferito un uomo: l'Istituto ha chiesto alle due sorelle 124mila euro per la sua indennità

È arrivato lo stop da parte dell'Inps alla richiesta di risarcimento avanzata a due ragazzine, orfane dopo l'assassinio della madre a opera del padre poi suicidatosi, "nella prospettiva di una soluzione umana". "La lettera con la richiesta di risarcimento è un atto dovuto, ma l'Inps ha già contattato i familiari avvisandoli che non ci sarà alcun atto esecutivo", ha detto il presidente dell'Istituto Pasquale Tridico. La decisione è arrivata dopo l'intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha chiamato la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo per parlare della richiesta di risarcimento. Anche la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova aveva lanciato un appello affinché "l'Inps rinunci al recupero di quelle somme, troviamo una soluzione a questo crudele paradosso". Intanto lo zio delle due ragazzine, Alessio Biagi, ha ringraziato Mattarella per il suo intervento: "Per noi il presidente della Repubblica è un faro e ci commuove apprendere che una figura del suo spessore abbia deciso di aiutarci". 

Il governo incontrerà il presidente dell'Inps, anche un tavolo tecnico

Il governo ha assicurato di seguire da vicino il caso, si legge in una nota del ministero del Lavoro: già ieri le ministre Elena Bonetti e Nunzia Catalfo, viene spiegato, hanno avuto un colloquio dal quale è nata l'intenzione di convocare un tavolo tecnico. Nei prossimi giorni le ministre, insieme a Roberto Gualtieri, incontreranno il Presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, che oggi ha detto: "La situazione era già nota e da ieri sono in contatto col ministro Catalfo per trovare una soluzione definitiva e strutturale nel rispetto della legge, perché dobbiamo sempre agire all'interno delle norme".

La richiesta di risarcimento avanzata dall'Inps

L'Inps ha chiesto 124mila euro alle due giovani, spesa sostenuta dall'istituto come indennità di malattia e per l'assegno di invalidità erogato all'uomo sopravvissuto. Il padre delle ragazze, infatti, il 28 luglio 2013, a Marina di Massa (MC), poche ore prima di uccidere la moglie, Cristina Biagi, 38 anni, e di togliersi la vita, aveva sparato sei colpi di pistola a Marco Loiola, 40 anni, amico della coppia. Loiola nonostante le gravi ferite riuscì a salvarsi. Da allora riceve un contributo dall'Inps.

L'appello dello zio delle ragazzine a Mattarella

L'avvocato della famiglia Biagi ha parlato di "richiesta legittima, ma immorale" da parte dell'Inps e ha chiesto un incontro all'ente previdenziale per valutare la situazione. Lo zio delle due ragazzine, in un post su Facebook firmato anche dai nonni materni, parlando di una "vicenda legale umanamente orribile", si era rivolto al Capo dello Stato Sergio Mattarella, che adesso è intervenuto.

Data ultima modifica 08 dicembre 2019 ore 16:02

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