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Aldrovandi e Cucchi insieme, la vignetta condivisa dal papà di Federico. Ilaria: commossa

3' di lettura

Lino Giuliano Aldrovandi ha pubblicato su Fb l'immagine dove sono raffigurati il figlio e il geometra romano che sorridono in lacrime dopo la sentenza di condanna per due carabinieri. "È bellissima. Non ho altre parole", il commento di Ilaria Cucchi, sorella di Stefano

Il padre di Federico Aldrovandi, Lino Giuliano, ha condiviso oggi su Facebook una vignetta disegnata da Gianni Floretti, in cui sono raffigurati il figlio e Stefano Cucchi. Mentre sono abbracciati, sorridenti e in lacrime, Stefano si rivolge a Federico e dice: “Hai sentito Fede…? Hai sentito?”. “Sì amico mio”, la risposta. Un chiaro riferimento alla sentenza di condanna in Appello di giovedì per i due carabinieri ritenuti responsabili della morte del geometra 31enne, avvenuta nell'ottobre 2009. La vignetta è stata condivisa anche da Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, sul suo profilo. “Sono commossa. È bellissima. Non ho altre parole”, il suo commento.

Chi era Federico Aldrovandi

Sono passati 14 anni dalla morte di Federico Aldrovandi, avvenuta a Ferrara il 25 settembre del 2005. La sera prima, il 18enne era andato con gli amici in un locale di Bologna. Poi, sulla strada del ritorno, poco prima dell’alba, durante un controllo della polizia, ci fu una la colluttazione e la morte del giovane. I giudici, dopo un lungo processo, che si è concluso in Corte di Cassazione, hanno attribuito la morte del ragazzo a un "eccesso colposo nell'uso legittimo delle armi" da parte dei quattro agenti della questura di Ferrara intervenuti per il controllo. I poliziotti Monica Segatto, Paolo Forlani, Enzo Pontani e Luca Pollastri, sono stati condannati a 3 anni e mezzo di carcere per omicidio colposo.

La sentenza di condanna per i carabinieri del caso Cucchi

La vicenda processuale del caso Cucchi, invece, è arrivata al processo di Appello: giovedì 14 novembre due carabinieri sono stati condannati a 12 anni dalla Corte d'Assise d'Appello di Roma per omicidio preterintenzionale nel processo per la sua morte. L'imputato-teste Francesco Tedesco è stato invece condannato a due anni e sei mesi per falso ed è stato assolto dall'accusa di omicidio preterintenzionale. Anche il maresciallo Roberto Mandolini, all'epoca del pestaggio comandante interinale della Stazione dei carabinieri Roma Appia, dovrà scontare per falso una pena di 3 anni e otto mesi. Ma è stato invece assolto dall'accusa di calunnia dopo che il reato è stato riqualificato in falsa testimonianza. Assoluzione dall'accusa di calunnia anche per un quinto carabiniere. Sempre giovedì è arrivata anche la decisione su medici del Pertini con la prescrizione per quattro e una assoluzione in appello. (LA MAMMA DI STEFANO: VERITÀ CHE SAPEVAMO - IL BACIAMANO DEL CARABINIERE - LA POLEMICA CON SALVINI)

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