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All'asta vini e oggetti scampati a tragedia dell’Hotel Rigopiano, choc dei parenti vittime

3' di lettura

Il 30 ottobre, 15 lotti di articoli recuperati tra le macerie del resort travolto da una valanga nel gennaio 2017, sono finiti all’asta. Venduto solo il lotto di bottiglie di vini pregiati e champagne, per 1800 euro. Ira dei familiari delle vittime: "Macabro brindisi" 

Bottiglie di vino, quadri, divani e altri oggetti recuperati tra le macerie dell'Hotel Rigopiano di Farindola, dopo essere scampati alla valanga che il 18 gennaio del 2017 travolse il resort, sono finiti all'asta il 30 ottobre scorso. Solo uno dei 15 lotti è stato aggiudicato, quello delle bottiglie contenenti vini pregiati, champagne e birre, un tempo custodite nella cantina del resort. I parenti delle 29 vittime l'hanno scoperto ora e si dicono "sconvolti" (GOVERNO SARÀ PARTE CIVILE NEL PROCESSO PER DEPISTAGGIOPROCURA CHIEDE PROCESSO PER 25 IMPUTATI).

L’asta a Pescara

Gli articoli sono stati messi in vendita, su autorizzazione del giudice delegato del tribunale di Pescara, dal curatore del fallimento della Del Rosso Srl, la società che gestiva la struttura. L'asta si è svolta a Pescara, in seguito alla pubblicazione di un annuncio sul sito delle Aste Giudiziarie (AL PROCESSO UN IMPUTATO AGGREDITO DALLA MAMMA DI UNA VITTIMA).

Venduti all’asta i vini

Solo uno dei quindici lotti è stato aggiudicato. Sono state infatti vendute, con un rilancio di 1.800 euro, dopo essere partiti da una base d'asta di 700 euro, numerose bottiglie contenenti vini pregiati, champagne e birre, che erano conservati nella cantina del resort. "Chi farà il macabro brindisi?", si chiedono i familiari delle vittime, indignati da questa iniziativa (PAPÀ DI UNA VITTIMA PORTA FIORI DOVE È MORTO IL FIGLIO: MULTATO).

Invenduti gli altri lotti

Negli altri quattordici lotti, le cui aste sono andate invece deserte, figuravano molti altri beni di varia natura: quadri, divani, specchiere, vasi, librerie, tavoli, statue, piatti e zuppiere, ma anche lettini della Spa, vasche a idromassaggio, macchinari per trattamenti estetici ed altri articoli che si trovavano all'interno del centro benessere annesso all'albergo. All'asta, inoltre, caldaie a pallets, seghe elettriche e un gruppo elettrogeno, insieme a pregiati manufatti realizzati con ceramiche di Castelli, nel Teramano.

Lo choc dei familiari delle vittime

L'avvocato Romolo Reboa, che assiste le famiglie di quattro delle vittime, ha espresso il disappunto dei suoi clienti: "Ciò che li ha sconvolti è che vi è stata un'asta che ha visto più persone competere tra loro per assicurarsi le bottiglie della cantina della morte. Quello che lascia perplesso me ed i colleghi della difesa è che nella vicenda esca oggi un soggetto nuovo, il Fallimento Del Rosso srl, che risulta proprietario dei mobili dell'Hotel Rigopiano e che, con l'autorizzazione del giudice delegato, li ha messi in vendita. Vi è un soggetto nuovo, un curatore fallimentare, mai ascoltato nell'inchiesta penale, che potrebbe rivelare informazioni preziose sullo stato dei luoghi e sulle autorizzazioni - conclude il legale - e che dunque mi riservo di convocare per una audizione in sede di indagini difensive".

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